E a proposito di eccezionali eventi alluvionistici a Veglie.

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A cura di: Nicola Gennachi: 26 marzo 2002 * "Articoli Vari"   INDICE ARTICOLI SUL CANALONE

 

"assistiamo da impotenti cittadini ad uno scontro su aspetti normativi della questione e poco si bada agli aspetti sostanziali . Poco si bada se il progetto canalone, che che ne pensino i tecnici, sia adatto alle esigenze del nostro territorio".

Contrada "patula russa" l'8 ottobre 1996                           

   

 

"..sono a favore della realizzazione, viste le foto di alcuni anni fa, di un progetto più adatto al nostro territorio".

Non vorrei che, tra una bega politica dell’opposizione e un’inadempienza burocratica della maggioranza, i veri problemi del territorio vegliese passino in secondo piano (vedi foto).

 Diamo per scontato che nella normale dialettica democratica, quando un aspetto della vita del paese coinvolge una fetta abbastanza estesa di cittadini, è indispensabile un confronto e una partecipazione attiva delle diverse forze politiche esistenti sul territorio; ma alla luce degli ultimi eventi della contorta storia del “canalone”, l’idea, di sentire almeno le consulte, non è stata minimamente concepita. Sarà la sordità da parte di qualcuno che lo porta a non sentire quanto viene sussurrato dal volgo, sarà la notevole diversità di interessi fra le diverse parti politiche ma oggi, di fatto, assistiamo da impotenti cittadini ad uno scontro su aspetti normativi della questione e poco si bada agli aspetti sostanziali (rivedi foto). Poco si bada se il progetto canalone, che che ne pensino i tecnici, sia adatto alle esigenze del nostro territorio.

I più vecchi ricordano, in piazza ancora si racconta, che la speranza dei vegliesi, in passato, durante i periodo di grande piovosità, era riposta nella “ora ti la strata ti salice” ed era risaputo che alcune volte, in seguito a piogge torrenziali, dalla parte di Brindisi, sono arrivati a Veglie angurie e meloni e che ancora nel 1945 il livello dell’acqua  in contrada “patula russa” abbia raggiunto i 2 metri di altezza. Serve altro sul “si dice”? No, di certo c’è che le acque a Veglie giungono dai paesi limitrofi e non solo.

Oggi abbiamo le carte idrogeologiche, abbiamo i livelli di piovosità annua, abbiamo i rilievi altimetrici, per cui non si può immaginare un progetto che fa riferimento anche ai “si dice”. Per carità che sconcezze diciamo! Non bisogna tenerne conto minimamente.

Accade allora che si prendono dei tecnici e, a tavolino, sapendo ben poco dei problemi reali del territorio, viene pensato un fossato, a mo di difesa dei castelli medievali, il quale circonda per circa 180° il perimetro del nostro centro abitato. Una trincea alle acque piovane, una resistenza a mo’ di linea Maginot : una guerra alle acque. Non voglio sottolineare i danni ai proprietari dei piccoli appezzamenti di terreni ben coltivati e vicini al paese, non voglio dubitare sul fatto se e quando verrà realizzato questo benedetto canale, argomentazioni già evidenziate in altre sedi, ma mi chiedo se un canale a poche centinaia di metri dal centro abitato, sotto l’aspetto  della salubrità dell’aria, sia stato adeguatamente pensato; per dirla con ironia ma  tutte le zanzare che si svilupperanno in questo nuovo fiume di circa 5-6 chilometri, troveranno sangue a sufficienza per sfamarsi o dovremmo usare tanti disinfestanti da rendere invivibile dal punto chimico il nostro ambiente? E l’aspetto estetico di una  “muraglia vegliese”?  Non voglio nemmeno affrontarlo tanto certamente sull’ambiente anche questo avrà un impatto trascurabile!

Con chiarezza: sono contrario alla realizzazione di questa opera idraulica, nota come canalone; ma sono a favore della realizzazione, viste le foto di alcuni anni fa, di un progetto più adatto al nostro territorio.
Gennachi Nicola