Facciamo il punto della situazione
Prendo spunto dall'ultimo
tentativo di coinvolgimento delle forze del volontariato, fatto a Veglie,
per fare un'analisi su quanto interesse è attivato da parte degli
amministratori, nei confronti di una forza sociale molto presente nel nostro
territorio, sia essa laica sia essa di ispirazione religiosa.
Forse sarà una personale
conclusione, ma ne dubito fortemente, che nelle ultime occasioni in cui il
nostro paese è venuto alla ribalta, per notizie di un certo interesse
locale, sia mancata la presenza interessata dei cittadini ( partecipazione?).
Non solo, a volte si ha la sensazione che la presenza di certe istituzioni, sia
più dovuta ad una forma di compiacenza istituzionale che non ad un reale
bisogno civico, mai sufficientemente sottolineato, di partecipazione.
Eppure, in Italia, già da tempo si parla di solidarietà e
sussidiarietà come un connubio che dovrebbe sganciare le pubbliche
amministrazioni da alcuni terreni farraginosi, i quali dissiperebbero energie
alla già tanto asmatica e, nello specifico, incompetente, macchina
amministrativa. (Vedasi, per es., la tanto nota "Operazione
Arcobaleno" in favore delle popolazioni povere dei Balcani.)
La fiducia nel personale
senso civico di solidarietà cade in crisi, e gli epigoni di una storia vedono
all'orizzonte un rapporto inadeguato tra residue forze del volontariato e
l'amministrazione.
Tempo fa, un manifesto
murario rendeva note le diverse cifre che i mie assessori percepiscono
dalla cassa comune dei contribuenti e i firmatari, scandalizzati si battevano il
petto, di fronte ad un così grande peccato. Ma a mio avviso, il peccato non sta
nella grossa e lecita somma che i nostri pubblici amministratori
percepiscono, quanto nell'impegno, che sembrerebbe inadeguato, da essi profuso.
Vorrei pensare che un assessore, che deve essere ben retribuito!, sia un
promoter finanziaro, un promoter economico del nostro paese, con una forte
valenza manageriale, ma a volte sembra che così non sia. Solo quando un
assessore, con l'aiuto dei dipendenti, riesce a trovare dei fondi per finanziare
progetti per la nostra comunità, solo quando un assessore riesce a coinvolgere
e a rendere protagoniste le forze sociali interessate in un determinato
progetto, solo quando ha il coraggio di non realizzare progetti
arrabattati all'ultimo momento, solo allora, anche se nel silenzio politico della
opposizione, un amministratore percepisce giustamente la sua somma.
Non voglio parlare degli
aggiustamenti di certi equilibri politici, che possono essere anche utili per
una migliore efficienza della macchina amministrativa, ma vorrei evidenziare il
nascere di una certa preoccupazione per il mio e per il futuro de nostri figli,
quando questi sembrano essere gli unici commenti di piazza o dei più informati.
Ma arriva Natale 2000,
ultimo del secondo millennio, arriverà il nuovo di millennio, e io non vedo in
programma, momenti di incontro, di festa di espressione culturale ed altro
adeguati alla comunità cittadina, all'altezza del momento storico. Delle luci
nel cuore del paese e per il momento basta, per il resto bisogna emigrare in
città o nei paesi vicini.
E' vero che siamo bravi
nell'improvvisare e su questo, penso si sta facendo affidamento, ma ho dei dubbi
che anche questa volta, se non altro per avere un'ulteriore conferma, si riuscirà
ad avere un coinvolgimento della cittadinanza.
E' sibillino quanto ho detto
e certamente di non facile comprensione; ma se delle intuizioni dovessero
venire, a chi può farne tesoro di questi spunti, è bene che questi non perda
altro tempo e cerchi di dare ancora più dignità politica alla propria
figura, magari facendo riferimento a quel minimo di deontologia necessaria per
affrontare con coraggio e coerenza il giudizio, a volte ingrato, del cittadino.
Nicola Gennachi, 17/12/2000