QUELLO CHE NON C'E'...
Veglieonline * 30 giugno 2005 *
(cultura)* Caratteri grandi-medi-normali *
Accessibilità
(Per maggiore comprensione del suo articolo, abbiamo chiesto a F. Vetrano di inviarci copia di ciò che è apparso sul giornale Controvoci, anno VIII n. 2/3 - giugno 2005.)
Ancora
oggi, come in passato, continuiamo ad assistere a Veglie alla distruzione delle
nostre opere d'arte, l'ultimo esempio è l'opera scultorie del maestro Valeriano
Tondo, rappresentante il Milite Ignoto situata, sino a poco tempo fa, in via
Damiano Chiesa, senza che ci sia stato alcun minimo tentativo di recupero, ma
frantumata con un gesto ignobile: tramite una ruspa.
La distruzione delle opere d'arte non è altro che la distruzione della nostra
storia espressa attraverso i suoi segni; è negare la conoscenza, la formazione e
la consapevolezza della nostra identità culturale, sia alla società attuale che
futura.
Questo comportamento, ha come conseguenza, l'assimilazione passiva da parte
della società, di culture ma, soprattutto, di sottoculture imposte da altri
poteri di comunicazione di massa, senza avere la possibilità di acquisire quel
senso critico che ci permette di confrontarci con le altre realtà positive.
Ne consegue un messaggio altamente diseducativo per la società, in quanto
insegna a non dare il meglio di sé e a non creare, ben sapendo che
tutto ciò che si produce di buono può essere annientato e distrutto in qualunque
momento.
Ognuno di noi dovrebbe possedere, non dico una conoscenza della propria storia,
ma, almeno, un senso civico nel tentare di rispettare, nei limiti del possibili,
quello che la società, attraverso il singolo individuo, ha prodotto nel tempo.
Per fortuna non mancano le sinergie tra persone, associazioni e vari enti
culturali, che si dedicano imperterriti alla salvaguardia, alla conoscenza, al
recupero e alla valorizzazione delle nostre tradizioni culturali, (lingua, arte,
musica, architettura, ecc.), promuovendo anche nuove iniziative e trasmettendo
esempi positivi.
L'urlo del milite ignoto
e ignoto rimarrà il suo urlo...
Ucciso due volte dalla storia
Flavio Vetrano