RIFLESSIONI SUL REFERENDUM
Cecilia
Capoccia *
24 maggio 2005 *
(cultura)* Caratteri grandi-medi-normali *
Accessibilità
Non si può condividere il principio
che tutto ciò che è ricerca sia eticamente accettabile. Anche nei lager
nazisti si effettuavano ricerche scientifiche.
La scienza ha come obiettivo di proteggere la vita, se decide di farne a
pezzi una per salvarne altre non è scienza ma scientismo.
Riguardo ai diritti dell'embrione, ritengo che l'ovocita sin dalle prime
fasi della fecondazione sia già vita, perchè ha in sé tutta la
potenzialità per esprimere il meraviglioso patrimonio genetico che in
seguito potrà svilupparsi come embrione, feto, nascituro, unico e
irripetibile.
Sulla questione dell'aborto, le parole più alte e più chiare le ha dette
un grande laico come Norberto Bobbio in una intervista a Giulio
Nascimbeni sul Corriere della Sera l'8 maggio del 1981: egli
sottolineava il diritto fondamentale del concepito, si stupiva che i
laici lasciassero ad altri "il privilegio e l'onore di affermare che non
si deve uccidere", e affermava inoltre che "il suicida dispone della
propria vita. Con l'aborto si dispone della vita altrui".
Il diritto alla vita è sacrosanto e
noi donne siamo "umili" contenitori di essa.
Sono a contatto ogni giorno con bambini e mamme e posso ritenermi
"esperta" di maternità, per natura, perchè madre di una ragazza di 25
anni e di un ragazzo di 18 anni, e per lavoro; i bambini che curo li
ritengo miei figli, perchè per anni ne condivido malattie, angosce,
paure, ansietà ed altro.
Questo lavoro mi ha dato molto dal
punto di vista professionale e umano; maggiormente ho fatto tesoro delle
esperienze dolorose di famiglie che hanno avuto, o hanno ancora nel loro
nucleo, un bambino con gravi patologie o disabilità.
Se il nascituro ha delle imperfezioni, non spetta a noi ergerci a
giudici e sopprimerlo; perchè l'imperfezione è insita nella stessa
natura umana (tranne che non vogliamo sposare la teoria della
"perfezione della razza") e anche perchè durante la vita siamo tutti
potenzialmente esposti al rischio di imperfezioni (chi può mettere
un'ipoteca sul proprio futuro?).
Un bambino malato esprime gioia di vivere se chi gli sta intorno,
famiglia o società, gli dimostra amore e solidarietà.
Una sola parola sulla genitorialità naturale e affettiva. Il bambino
diventa figlio della coppia quando gli si dà amore e cure per
accompagnarlo alla completa realizzazione di sé, lungo il percorso della
sua vita. Ho esperienza di famiglie adottive meravigliose e di altre
naturali, così disattente...