Approvato
a maggioranza il progetto contro il rischio di allagamenti del territorio
«Canalone», si
riparte
«Il nuovo elaborato è migliore
rispetto al precedente»
VEGLIE. Approvato
il nuovo progetto contro il rischio di allagamenti del territorio. Sabato
scorso, alla conclusione di un «vivace» dibattito durato circa tre ore,
il Consiglio comunale si è espresso sull'argomento con nove voti
favorevoli e otto contrari. Riprende, dunque, l'iter per la realizzazione
dell'opera. La sospensione dell'approvazione del progetto, concordata la
scorsa estate per consentire una modifica dell'elaborato originario, non
è servita per smussare le diverse posizioni.
Secondo l'opposizione e il Comitato che rappresenta 1755 cittadini
firmatari di una petizione popolare, infatti, l'Amministrazione avrebbe
sostanzialmente riproposto il contrastato «canalone». La maggioranza,
invece, sostiene che il vecchio progetto è stato modificato e che la
minoranza cerca soltanto di «montare» la vicenda.
«Il nuovo progetto - spiega Lorenzo Catamo, assessore ai lavori pubblici
- è diverso e migliore rispetto all'altro. Innanzi tutto è stata
ristretta l'ampiezza del canale. Esso misura quattro metri e mezzo, contro
i cinque e mezzo del precedente. La sua costruzione, inoltre, è stata
prevista a ridosso della circonvallazione, in una fascia, cioè, che è già
di rispetto e vincolata. Sarà realizzata, infine, una strada di servizio
alberata, a fondo naturale».
«L'opposizione - continua Catamo - rispetto al problema offre valutazioni
semplicistiche. Essa conosce le motivazioni tecniche che hanno spinto i
progettisti (gli ingegneri Vincenzo Gigli e Massimo Tessitore, e il
geologo Tommaso Elia, ndr.) a non considerare praticabili altre ipotesi
progettuali. Ci sono stati incontri con i progettisti, ai quali ha
partecipato anche la minoranza. Nonostante ciò - aggiunge - durante
l'ultimo Consiglio, essa ha cercato, anche con minacce più o meno velate
e con inviti bonari a desistere, di modificare la volontà della
maggioranza, la quale ha dimostrato nervi saldi pure davanti all'applauso
di scherno, partito provocatoriamente dai consiglieri avversari, al
termine della votazione. Adesso, però, si è finalmente venuti a capo di
una vicenda fin troppo montata dall'opposizione.
Peraltro - conclude - al di là delle 1755 firme sbandierate, la
mobilitazione popolare in questi mesi non vi è mai stata. Anche la
manifestazione annunciata per sabato scorso non c'è stata. Abbiamo visto
solo una decina di persone che, accompagnate mestamente da un gruppo
folkloristico che suonava la pizzica, si è diretta in piazza, dove poi ha
rinunciato a fare il comizio».
Rosario Faggiano
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