«Canalone» si riparte

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da: Gazzetta del Mezzogiorno, 31 dicembre 2002 * "Gazzetta"

 

Approvato a maggioranza il progetto contro il rischio di allagamenti del territorio
«Canalone», si riparte
«Il nuovo elaborato è migliore rispetto al precedente»

VEGLIE. Approvato il nuovo progetto contro il rischio di allagamenti del territorio. Sabato scorso, alla conclusione di un «vivace» dibattito durato circa tre ore, il Consiglio comunale si è espresso sull'argomento con nove voti favorevoli e otto contrari. Riprende, dunque, l'iter per la realizzazione dell'opera. La sospensione dell'approvazione del progetto, concordata la scorsa estate per consentire una modifica dell'elaborato originario, non è servita per smussare le diverse posizioni.
Secondo l'opposizione e il Comitato che rappresenta 1755 cittadini firmatari di una petizione popolare, infatti, l'Amministrazione avrebbe sostanzialmente riproposto il contrastato «canalone». La maggioranza, invece, sostiene che il vecchio progetto è stato modificato e che la minoranza cerca soltanto di «montare» la vicenda.
«Il nuovo progetto - spiega Lorenzo Catamo, assessore ai lavori pubblici - è diverso e migliore rispetto all'altro. Innanzi tutto è stata ristretta l'ampiezza del canale. Esso misura quattro metri e mezzo, contro i cinque e mezzo del precedente. La sua costruzione, inoltre, è stata prevista a ridosso della circonvallazione, in una fascia, cioè, che è già di rispetto e vincolata. Sarà realizzata, infine, una strada di servizio alberata, a fondo naturale».
«L'opposizione - continua Catamo - rispetto al problema offre valutazioni semplicistiche. Essa conosce le motivazioni tecniche che hanno spinto i progettisti (gli ingegneri Vincenzo Gigli e Massimo Tessitore, e il geologo Tommaso Elia, ndr.) a non considerare praticabili altre ipotesi progettuali. Ci sono stati incontri con i progettisti, ai quali ha partecipato anche la minoranza. Nonostante ciò - aggiunge - durante l'ultimo Consiglio, essa ha cercato, anche con minacce più o meno velate e con inviti bonari a desistere, di modificare la volontà della maggioranza, la quale ha dimostrato nervi saldi pure davanti all'applauso di scherno, partito provocatoriamente dai consiglieri avversari, al termine della votazione. Adesso, però, si è finalmente venuti a capo di una vicenda fin troppo montata dall'opposizione.
Peraltro - conclude - al di là delle 1755 firme sbandierate, la mobilitazione popolare in questi mesi non vi è mai stata. Anche la manifestazione annunciata per sabato scorso non c'è stata. Abbiamo visto solo una decina di persone che, accompagnate mestamente da un gruppo folkloristico che suonava la pizzica, si è diretta in piazza, dove poi ha rinunciato a fare il comizio».
Rosario Faggiano