L'ALCHIMISTA

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da: Dania, 14 dicembre 2002 * "Libri"

 

L'ALCHIMISTA
di Paulo Coelho
–Bompiani, 1996-

Protagonista di questa favola, raccontata con un linguaggio misto di realtà e simbologia, (proprio dell’Alchimia, dottrina magico-religiosa diffusa nell’antichità e nel Medioevo, le cui ricerche contribuirono al sorgere della chimica nel XVIII sec.) è Santiago, un pastorello che abbandona il proprio gregge e la natia terra Andalusa per recarsi fino alle Piramidi d’Egitto, alla ricerca di un tesoro apparsogli in sogno.
Verrà spronato ad intraprendere il viaggio con la determinazione propria dei giovani, perché esiste una grande verità su questo pianeta: chiunque tu sia o qualunque cosa tu faccia, quando desideri una cosa con volontà, è perché questo desiderio è nato nell’Anima dell’Universo. Quella cosa rappresenta la tua missione sulla Terra.

Santiago, nel corso del viaggio, conoscerà l’inganno, così come nuove amicizie; la ricchezza e la povertà. Per le difficoltà e gli intoppi proverà la tentazione di rinunciare all’ignota meta del tesoro, per ritornare alla sicurezza del mondo in cui ha vissuto con le sue pecore, delle quali ormai conosceva il linguaggio, ma  ogni volta, nuovi segni e nuove indicazioni, lo convinceranno a proseguire.

Conoscerà altri linguaggi. Capirà che anche ammassando vecchie pietre non si arriverà mai a possedere una Piramide nel proprio giardino.  Imparerà che è possibile scorgere le meraviglie della Creazione osservando un semplice granello di sabbia del deserto.

Incontrerà l’amore. Ancora una volta sarà tentato di fermarsi, ma desisterà, aiutato a convincersi che, se è di materia pura, l’amore non impedisce mai ad uomo di seguire la sua Leggenda Personale, e lo potrà ritrovare intatto al ritorno, mentre la rinuncia al sogno potrebbe, in seguito, significare rimpianto.

Il viaggio del giovane Santiago sarà lungo 182 pagine: difficile prevedere il tempo della lettura perché spesso si divagherà, intrecciando le vicissitudini del pastore con diversi periodi della nostra vita, per meditare se e come abbiamo saputo prestare attenzione ai segni per portare a compimento, con la realizzazione dei sogni, la nostra propria “Leggenda Personale”.

Facendo uso della buona abitudine di annotare i punti più salienti, alla fine della lettura ci si ritroverà con una serie di massime e di profonde riflessioni, che potrebbero far corpo a sé, tanto da indurre ad immaginarle come la mappa, l’ossatura, su cui l’Autore ha costruito, in un secondo tempo, questo suo romanzo.

Mai, durante la lettura di un libro ho preso tanti appunti, per poi - alla fine - voler svelare così poco. E’ stata, questa, una scelta ponderata: i libri assumono un diverso valore e un diverso linguaggio a seconda da chi, come e quando vengono letti. Questo, per la spiritualità intrinseca, in maniera particolare. Perciò all’augurio di buona lettura, aggiungo subito: buona riflessione!

Dania

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