BACI DA NON RIPETERE - Paolo Di Stefano
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da: Dania, 4 maggio 2007 * "Libri"
BACI DA NON
RIPETERE di PAOLO DI STEFANO “Le storie già esistono, non occorre inventarle” ha detto Paolo Di Stefano in un’intervista. “Ma bisogna saperle raccontare”, ha precisato in altra occasione. E bisogna avere il coraggio di scandagliarle dal profondo, la forza per scriverle e la generosità di volerle pubblicare, aggiungo io che mi accingo, col massimo rispetto, a presentare il suo romanzo “Baci da non ripetere”. La vicenda si svolge tra la Sicilia e una cittadina svizzera a 30 km da Como. Due mondi distanti 1500 Km soltanto in lunghezza, ma anni luce se valutati dal lato socio-culturale del tempo. Distanze che il caparbio amore sbocciato tra i due protagonisti – lui italiano, lei svizzera – era intenzionato a sminuire fino ad annullarle completamente. Del resto, i due giovani, già prima d’incontrarsi, avevano impostato controcorrente il loro vivere quotidiano. Lui, contro il volere dei genitori, aveva lasciato la sua terra per cercare un lavoro idoneo al suo titolo di studio. In realtà desiderava allontanarsi da un padre dagli atteggiamenti violenti e autoritari – retaggio di atavica cultura patriarcale – verso il quale, da tempo, aveva preso a ribellarsi. Lei, educata severamente in una famiglia borghese impregnata di campanilismo, di preconcetti razzisti e di religiosità bigotta, aveva sfidato tutti per unirsi ad un immigrato, “un italiano, siculo, per di più”; scelta addossatale come colpa, che non le sarebbe stata perdonata mai. Insieme, forti del loro amore, e rallegrati dalla nuova condizione di genitori, avevano tracciato un ponte ideale tra Sicilia e Svizzera, fatto di corrispondenza affettuosa, di solidarietà, di viaggi di ritorno per vacanze condivise. Finché l’abbattersi di un destino crudele, il peggiore per dei genitori, come uno tsunami improvviso, travolge e sconvolge tutto quanto. Il dolore inconsolabile attanaglierà i cuori e irrigidirà i corpi dei giovani sposi, costringendoli alla incomunicabilità. Ognuno soffrirà per proprio conto, senza riuscire a penetrare il dolore dell’altro. Dolore e desolazione; desolazione e dolore… La vita scorrerà tuttavia, e loro continueranno a vivere, ma solo per abitudine. Lui, ora più che mai, si sente straniero in terra straniera. Scopre d’aver assimilato, spontaneamente, la filosofia del padre sul diritto di ognuno di trovare sepoltura nella propria terra e dà disposizioni per il ripristino della cappella di famiglia. Poi dà disposizioni per la costruzione di una abitazione per un prossimo-futuro rientro in Sicilia. Progetto che porterà avanti in solitudine, fino allo sfinimento totale della volontà. La casa, struttura incompleta, si ergerà muta nella “terra secca” siciliana, mentre l’uomo, “prigioniero della sua solitudine”, continuerà a vivere, straniato, nella “verde tranquillità” svizzera. Lei, impotente davanti al muro di apatia che, inesorabile, si alza fra lei e il marito, privandola del suo forte abbraccio e consapevole di non poter contare sul sostegno morale di nessun altro (la madre anziché sorreggerla nella disgrazia, l’accusa d’aver attirato su di sé il castigo Divino con le sue scelte contrarie all’educazione ricevuta), si chiude sempre più in se stessa, finché una sera esce di casa e non vi fa ritorno. Per lunghi anni sarà la linea telefonica, lungo la quale farà scorrere il proprio silenzio, l’unico contatto coi familiari. Del caparbio amore pare non rimanere traccia. E’ apparenza: si saprà più tardi che il ricordo dei momenti più teneri sono serviti a lui per sopravvivere alle fasi più dure e oscure della solitudine e a lei, dopo anni di girovagare, per riprendere coscienza di se stessa e far ritorno a casa, per riassumere il ruolo di moglie premurosa, accanto al marito colto da infermità. L’autore di “Baci da non ripetere” partirà da qui, lasciando che siano i protagonisti stessi a raccontare la loro tragedia e tutte le vicissitudini che si sono susseguite; lo faranno a turno, attraverso lo svisceramento dei loro pensieri e dei ricordi, aiutati anche dalla rilettura della vecchia corrispondenza. Ai lettori verrà regalata una storia intensa, struggente, emozionante e coinvolgente. Indimenticabile. Una dietro l’altra scorreranno davanti ai loro occhi 130 pagine di rara bellezza, sgorgate dal cuore e composte, con tratto sensibile e armonioso, per ridonare rispetto e dignità a due persone che hanno sofferto immensamente e ad un amore che, anche se sconquassato, anche se assopito, nonostante tutto, ha continuato a vivere. dania eglieonline: consiglia altri libri interessanti da leggere |