Come la scienza non ha perso un bravo chimico...
stampa - torna - chiudi... |
|
segnalato da: Dania, 21 marzo 2002 * "Libri"
Primo
Levi in TV I° - Come la scienza non ha perso un bravo chimico, e la
letteratura ha guadagnato un grande scrittore - -Che
cos'è "La tregua", Levi? E'
il racconto del lungo viaggio che fece seguito alla nostra
liberazione dal campo di Auschwitz per opera dell'Armata Rossa
e che ci portò, lentissimamente, attraverso tutta l'Europa
sconvolta dalla guerra, dal campo medesimo, attraverso la
Polonia e la Russia, fino a Torino. -Non
è un diario, comunque- Non
un diario precisamente, è un seguito di racconti collegati
dalla vicenda del viaggio. -Soddisfatto
da questo premio, con questo suffragio così popolare? Evidentemente
soddisfatto, non avrei mai creduto, quando ho scritto il
libro, di arrivare a questo successo. -Anche
perché la sua attività prevalente è un'altra- Sì,
sono chimico e il tempo, il mio tempo, è dedicato in massima
parte al laboratorio e alla fabbrica. XXXXX Ho
l'impressione che una buona parte del mio pubblico troverà
strano che uno scrittore, uscito e nato come scrittore
dall'esperienza dei campi di concentramento trovi poi una via,
trovi una strada nel campo della fantascienza. A
mio parere, però, non c'è contraddizione, e ritengo che le
mostruosità, i mostri partoriti dal sonno della ragione che
si rappresentano, che entrano in scena nel campo della
fantascienza, non siano poi così diversi da quegli altri
mostri, il maggiore dei quali è Auschwitz, a cui abbiamo
assistito nel
corso di questi ultimi 20 anni e che non sono scomparsi. -Pensa
che la fantascienza, così come lei mostra d'intenderla, si
possa considerare una forma di narrativa sociologicamente
impegnata?- La
fantascienza è un'etichetta e copre una vasta banda di modi
di scrivere, che vanno dalla letteratura popolare ai fumetti
addirittura, fino a opere recenti o meno recenti, estremamente
impegnate, estremamente -addirittura fondamentali - nella
storia del pensiero. Basti pensare che Voltaire ha scritto di
fantascienza _Micromegas è fantascienza. Basti pensare
all'intera opera di Wells così...a rileggerla oggi, così...straordinariamente
anticipatrice. Quindi,
io penso che la fantascienza, sempre che i miei racconti siano
fantascienza e che non so, penso che la fantascienza possa
essere un veicolo fondamentale proprio perché parla un
linguaggio che oggi è inteso da molti, è inteso da tutti,
sia un linguaggio fondamentale ai fini dell'impostazione dei
problemi sociologici, di tutti i problemi e di conseguenza,
quantunque io abbia qualche dubbio sull'opportunità di
catalogare un'opera, non mi sento affatto sminuito se i miei
libri, i miei due ultimi libri, verranno incasellati sotto la
casella fantascienza. |