I sommersi e i salvati del lager
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segnalato da: Dania, 21 marzo 2002 * "Libri"
Primo
Levi in TV IV° -I sommersi e i salvati del lager.
L'importanza della lingua e della fede. Qualunque fosse - -L'esperienza
del lager è stata un'esperienza terribile e massiccia. Come
le pare di essere stato segnato da questa esperienza, cosa ha
ricavato?- Sulle..Sui
frutti ragionati di questa esperienza abbiamo già
parlato, come frutti negativi, intende dire lei, o
positivi? -Negativi
e anche positivi- Positivi,
fondamentalmente uno: quello di avermi insegnato a scrivere.
E' paradossale questo, non è vero, eppure devo pure
ammetterlo: quasi certamente non avrei scritto nulla se non
fossi stato in lager. E' un regalo che mi ha fatto. Mi ha
messo in condizione di possedere un ..fondo, un capitale da
spendere, quello dell'esperienza, che ho speso, che è
diventato un libro per le mie mani, senza che quasi che me ne
accorgessi, a cui ho poi attinto. Io ho l'impressione di
essermi fatto mantenere da questo libro e da un Primo Levi più
giovane che è quello che ha scritto "Se questo è un
uomo" a vent'otto anni, adesso io ne ho molti di più e
ho questo fratello generoso che mi ha scritto questo libro da
cui continuo ad attingere per la mia vita di tutti i giorni. -Se
lei dovesse dire oggi che cosa ha ricavato da quella
esperienza per la sua vita e per la vita degli altri, avrebbe
qualcosa da aggiungere al libro?- Non
so, sostanzialmente, o per lo meno in primo luogo, quello che
ho cercato di teorizzare nel capitolo che si chiama "iSommersi
e i Salvati", cioè una certa ripartizione dell'umanità
per cui sembra che per natura, per nascita, gli uomini si
dividano in due categorie, cioè quelli che vanno in su e
quelli che vanno in giù. E' una cosa estremamente disgustosa
questa, e contraddice a tutto quello che noi pensiamo in fatto
di morale o di sociologia o di politica, ma sembrava che fosse
così allora, cioè che ci fossero proprio i sopra e i sotto,
i Sommersi e i Salvati, quelli che vincono e quelli che
perdono. E sono cose che tutti quanti abbiamo intravisto nella
vita di tutti i giorni, ma, come sempre, come sempre avveniva,
in un campo di concentramento queste cose avvenivano senza
coperchio, avvenivano a occhio nudo, diciamo così, non
occorreva il microscopio per vederle e neppure una
meditazione, ma saltavano agli occhi. Si
vedeva arrivare il convoglio di gente nuova e, dopo pochi
giorni, la scelta spontanea era avvenuta, cioè, come un
setaccio, c'erano quelli che restavano sopra e quelli che
passavano sotto. Che
ho chiamati cinicamente Sommersi e Salvati
per questo, non è un'osservazione in senso cristiano, non in
senso religioso, era Darwiniano, piuttosto. Erano gli idonei e
i non idonei. -Nel
senso della sopravvivenza- Sopravvivenza e basta Si trattava
di una nuova edizione della selezione naturale- Certamente
sì certamente. |