Mamma anatra saluta i suoi anatroccoli
Era una splendida giornata e mamma anatra, che aveva covato le uova per diverse settimane, era impaziente di vedere i suoi piccoli. - Com'èra grande il mondo! dissero gli anatroccoli uscendo dal guscio. - Credete dunque che il mondo sta tutto qui? - domandò loro la mamma - No, piccoli miei, si estende molto più in là, oltre il limite del giardino, anche se io non ci sono mai andata. Ma guarda! non ci siete ancora tutti: l'uovo più grosso non si è ancora schiuso! E si rimise a covare. Infine anche il grosso uovo si schiuse. "Pio-pio" pigolò il piccolo uscendo. Che delusione per mamma anatra! Era grosso e brutto e non assomigliava a nessuno degli altri anatroccoli. Una rana che si trovava nelle vicinanze disse alla madre: - Che brutto piccolo avere! E' rimasto per troppo tempo nell'uovo - rispose l'anatra risentita - per questo non è ben fatto come gli altri. Non sarà bello, è vero, però ha un buon carattere. Detto questo portò la prole allo stagno; i piccoli nuotava seguendo la madre, anche il brutto anatroccolo. "Nuota così bene, pensava fra sé l'anatra, che non ci sono dubbi, non è sicuramente un piccolo tacchino!".
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Materiale utilizzato: carta panno, stoffa, stecche di gelato, stecchini, sabbia, gessetti policromi, carta crespa, tempere.