UNA ADEGUATA INFORMAZIONE
In quest'ultimo decennio sono intervenute numerose leggi e decreti che
hanno modificato profondamente il rapporto cittadino-stato; addirittura
è intervenuto un nuovo modo di intendere la Repubblica.
La legge sulla
trasparenza, L. 241/90, semplifica il procedimento amministrativo e pone
il divieto per gli apparati pubblici di aggravare il procedimento
amministrativo; pone i diritti del cittadino, direttamente tutelabili,
di accedere agli atti e partecipare ai procedimenti (che prendono il
posto dei provvedimenti di fronte ai quali il cittadino poteva
difendersi solo successivamente e con i mezzi del contenzioso).
La legge Bassanini 59/97 sul decentramento dello Stato e la modifica
del Titolo V della Costituzione hanno avuto una ripercussione enorme sul
ruolo dei cittadini.
L'art. 114
della Costituzione, si esprime in questo modo: "La Repubblica è
costituita dai Comuni, dalle Province, dalla Città metropolitane, dalle
Regioni e dallo Stato".
Viene
riconosciuto un potere esclusivo di fare leggi alle Regioni in tutto ciò
che non è materia riservata allo Stato.
I Comuni
assumono una loro soggettività originaria, diventano "enti
autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi
prefissati dalla Costituzione".
L' art. 118 afferma che "Stato, Regioni, Città metropolitane,
Province e Comuni favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini,
singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse
generale, sulla base del principio di sussidiarietà" che l'art. 4
della legge Bassanini 59/97 intende come l'attribuzione delle
responsabilità pubbliche alla autorità territorialmente e funzionalmente
più vicina ai cittadini interessati (quindi ai comuni) anche al fine di
favorire l'assolvimento di funzioni e compiti di rilevanza sociale da
parte delle famiglie, delle associazioni e comunità.
Viene in qualche modo richiamato l'art. 3 della Costituzione in cui la
Repubblica assume il compito di rimuovere gli ostacoli di ordine
economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza
dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana.
Adesso sappiamo chi è la Repubblica: è anche il nostro Comune,
quindi anche il nostro Comune ha il compito di rimuovere gli ostacoli in
ordine economico e sociale che di fatto limitano la libertà e
l'uguaglianza dei cittadini ed impediscono il pieno sviluppo della
persona umana.
Penso che un primo dovere per assolvere a questi compiti costituzionali
è sicuramente quello di una corretta informazione.
E' risaputo che la legge non ammette ignoranza; ma è anche legittimo
supporre che non tutti possono accedere a tante continue e nuove
informazioni su diversi fronti, ed in ogni caso spesso occorre tradurre
queste norme dal loro linguaggio tecnico in uno più comune. Quindi credo
occorra una adeguata informazione su tutte queste grosse novità.
E' perfettamente inutile quel mensile dell'Amministrazione che ci fa
leggere le interviste ai consiglieri e al presidente del consiglio
comunale; credo che a nessuno interessino quelle notizie, quelle frasi
spesso solo di circostanza: li conosciamo benissimo i nostri
amministratori, sono nostri concittadini; conosciamo il loro impegno
o il loro disimpegno; conosciamo la loro vita pubblica e quindi sappiamo
giudicare il loro operato. Non ci occorrono le loro interviste
per giudicarli e/o per conoscerli meglio. Il loro operato, presente e
passato, è palese a tutti.
Forse sarebbe meglio utilizzare quei soldi pubblici per continuare a
stampare quel mensile, ma a condizione di riempirlo di notizie interessanti per i
cittadini; quale può essere il bilancio, gli interventi amministrativi,
le delibere, le novità legislative, la spiegazione autorevole di queste
grandi novità legislative, le procedure per accedere ai diritti civili,
sociali e sanitari.
Del resto la mancata conoscenze di diritti/doveri, spesso dei diritti,
conduce a dover richiedere come favore ciò che è un diritto; come
regalato ciò che è dovuto; conduce a rivolgersi a personaggi che in
cambio di chissà quali fantomatici favori permettono di ottenere dei
benefici che la legge concede già diritto.
E' finita, nelle norme, l'epoca del centralismo e del burocratismo,
facciamola finire anche di fatto.
Claudio Penna
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