LA NOSTRA MICRO CULTURA SUI BAMBINI
Claudio P. * 16 luglio 2004 * __torna|x|__
Il mio intervento potrà sembrare fuori luogo, perché non ho seguito tutto lo scambio di opinioni tra Dania e Kapoka... ma l'argomento merita moltissimo, merita tutta la nostra attenzione ed anche tutto il nostro parlare. Spesso il silenzio su molte questioni serve solo ad alimentare comportamenti e modi di agire e di pensare del tutto sbagliati, nocivi e tremendi.
L'abuso sessuale su bambini credo sia di quanto più tremendo ci possa essere. Il solo pensiero sembra assurdo, il solo concipere sembra al di fuori anche di una mente malata. Ma purtroppo spessissimo non si tratta di persone malate, ma di “normalissime” (docenti, pensionati, semi-squattrinati, professionisti, contadini...). Un recente servizio ha mostrato quanto questo abuso stia aumentando e quanto stia scendendo l'età dei bambini/bambine prese in considerazione.
I Tg danno qualche notizia, sicuramente sono le poche notizie che trapelane tra le migliaia che ogni giorno accadono nel nostro pazzo mondo. Quando è stato pubblicato su Veglieonline il mio "Il pianeta dei polli", kapoka ha dialogato con me sulla lavagnetta, mostrando, in maniera molto civile, i suoi dubbi sull'opportunità di trattare simili argomenti. La realtà è molto più tragica e parlarne da parte nostra è essenziale, è civico... perché putroppo si parla moltissimo in senso burocratico di ciò che si dovrebbe fare e non si fa, a tutti i livelli.
E'
tremendo partecipare a diverse riunioni di “pezzi grossi”
dei paesini e delle città, è incredibile osservare
quanto sanno parlare, quanto sono attinenti le parole che utilizzano,
i concetti che esprimono, il grande senso civico che presentano: ti
fanno sentire un grande senso di soddisfazione per appartenere a quel
paese, a quella città. Ma in realtà spessissimo sono
solo parole che ogni persona, in quella circostanza, direbbe; con la
stessa enfasi, con la stessa foga...
Anche sui bambini i discorsi
non cambiano.
Sono sempre dell'idea che i bambini ed i ragazzi siano considerati cittadini minori o addirittura non cittadini; quando saranno adulti avranno il diritto di essere cittadini e di godere dei beni, dei diritti e dei doveri degli adulti, ma finché sono bambini non c'è posto per loro. E' questa la micro-cultura ma anche la macro-cultura. Dobbiamo cambiare la nostra piccola, micro-cultura; dare piena cittadinanza ai bambini/ragazzi. Creare cittadine adatte anche a loro, creare spazi adatti a loro.
Cominciamo a considerare i bambini per ciò che sono, degni di diritti/doveri, degni di cittadinanza, degni di attenzione già nel nostro piccolo, già nella nostra Veglie, così si potrà cominciare a cambiare qualcosa. Tutto cambia, ma dipende sempre da ognuno di noi.
“In puero homo” si diceva prima di Freud; ma lo psicanalista ha dimostrato quanto ciò sia errato; in puero non c'è l'homo, ma c'è il bambino che un domani diventerà uomo o donna, ma per adesso è un bambino.
P.S. Scusatemi Dania e Kapoca.