CARISSIMO
NICOLA
Mino Mattia
* 30 marzo 2005 * __Chiudimi_|x|__
Carissimo
Nicola,
la
stima che nutro verso la tua persona mi accompagna da un ventennio, ricordo
chiaramente la mia piena
convinzione, la fiducia, e la consapevolezza che affidarmi alle tue
"cure" fosse una scelta attenta
e ben ponderata. Probabilmente è stata la mia prima scelta importante, la prima
fatta autonomamente,
in qualche modo aveva già a che fare con le mie idee "simil
rivoluzionarie", in un momento
in cui la scelta del medico di "fiducia" era spesso riconducibile a
fattori in qualche modo estranei
alla pura professionalità. E riconosco con piacere, ogni qualvolta mi trovo a
parlare con te, di non
essermi sbagliato.
Avevo
sedici anni, una personalità forse un pò troppo spiccata, una voglia di fare a
tratti irrefrenabile
dettata
dall'entusiasmo giovanile, ricordo con nostalgia i giorni delle famose "Via
Crucis" in giro per la
provincia, a bordo della tua vecchia Opel munita di baracchino, il piacere e la
passione che ti contraddistingueva
e ci contagiava, le emozioni che andavano ben oltre la finzione scenica... le lacrime
versate per la commozione, per la consapevolezza di aver dato tutto quello che
potevamo,
meravigliandoci
poi di riuscire a trasmettere qualcosa di posivito anche nel semplice passante, anch'esso
spesso intento a nascondere un fugace rivolino sulla guancia...
Per
non parlare poi dei "Presepi Viventi"... quanto tempo ci abbiamo
dedicato, quanto lavoro e fatica...
mattine e
pomeriggi trascorsi magari sotto la pioggia per
dare vita alla "grotta della natività" alle stalle ai vari percorsi,
quante idee nate per caso, la
passione
sincera di Salvatore Della Bona mista alla tua capacità organizzativa, al tuo
pragmatismo.
Da
allora non credo d'aver più preso parte ad un gruppo simile, ad un gruppo in
cui si respirava a pieni
polmoni
vitalità e passione.
Nemmeno la fondazione dell'associazione "L'arca", ha fatto in modo che
tali aspetti continuassero a restare
immutati e vividi.
Oggi mi
trovo sulla soglia dei 36 anni, ho una famiglia splendida fonte di gioia pura,
un lavoro che amo e
che mi consente numerose soddisfazioni a volte nemmeno immaginate negli anni dell'adolescenza...
eppure a volte mi sembra che mi manchi qualcosa.
In
giro per Veglie, vedo spesso trascinarsi personaggi stanchi, imbolsiti, troppo
spesso impegnati ad
analizzare
le cose che non vanno, dichiarando che siamo allo sfascio, ma senza mai proporre
nulla di alternativo.
H. Ford diceva: "Non cercare difetti, trova rimedi, a lamentarsi son buoni
tutti".
Tutti siamo pronti a criticare tutto, ma in fondo in pochi dimostrano poi il
coraggio di esporre le proprie
idee, il
proprio pensiero, perché purtroppo l'omologazione ti obbliga all'appiattimento.
lo
mi chiedo come mai ci sono così tanti giovani disillusi e rassegnati a una vita
troppo veloce, troppo
tecnologica
che lascia poco spazio alla creatività, alla fantasia, è anche colpa mia? e
forse anche colpa
tua, carissimo Nicola?
Ci siamo
appiattiti forse anche noi? Molte
volte mi chiedo se davvero il "Sistema" ha poi vinto davvero..
Molte
volte mi chiedo se le cose in cui credevo vivono solo nelle foto che di tanto in
tanto rivedo con
nostalgia ed
emozione sempre viva... Molte
volte mi chiedo se il sogno è prerogativa assoluta della gioventù...
Molte volte mi chiedo che fine hanno fatto Salvatore, Giovanni, Cinzia, Maria
Pia, Maria Pina, Antonio,
Maurizio,
Tiziana, Giacomo, Franca, Antonietta, Piero, Giuseppina, Maria Grazia,
Salvatore, Franco, Lino,
Maria Rosaria, Giovanni, Giovanna, Elio, Nicola, Itala, Totò, la Zia Pia e
tutti gli altri...
Davvero
la vita, la famiglia, il lavoro fanno la parte del rullo compressore, dello
schiacciasassi dei
nostri sogni
e delle nostre speranze? Davvero
dobbiamo lasciarci andare, lasciarci condizionare, delegare ad altri le scelte
per la nostra Comunità?
Davvero
siamo tutti troppo impegnati dai nostri pensieri, dai nostri problemi, dalle
nostre aspettative, dalle
nostre angosce, tanto da limitarci fra qualche giorno ad apporre la solita croce
sul solito foglio delle
solite liste, per poi come al solito lamentarcene subito dopo?
Carissimo
Nicola,
da un po' di
tempo cerco di scrollarmi di dosso il torpore mentale che mi attanagliava,
negli ultimi
tempi ho conosciuto un gruppo di persone che adesso frequento abitualmente, un
gruppo in cui
rivedo quella scintilla della passione che pensavo fosse spenta, un gruppo
omogeneo fatto di Uomini
e Donne" con ognuno le proprie paure, le proprie difficoltà, le proprie
indecisioni, i propri problemi...
ci accomuna
la voglia di rimettersi in discussione, la passione, quella passione che viene accompagnata
dalla voglia di esserci, di sentirsi vivi e parte integrante di una comunità,
un po' come quella
di cui ti parlavo prima...
Credo
che al di là di uno schieramento politico, di una bandiera, di un'ideologia,
sia importante il provare
ad "esserci"... in quanto Uomini, non perché portatori della Verità
Assoluta.
Credo
sia fondamentale per ognuno di noi poter guardare i propri figli dritto negli
occhi, senza la paura
che essi
vedano in noi la sconfitta e la rassegnazione...
Mi piace continuare a credere che la coerenza, l'onestà, la passione e la
voglia di fare non debba
morire con
il raggiungimento di uno status sociale, o peggio ancora con la disillusione di
un fallimento.
Ho aspettato solo oggi a scriverti queste righe in quanto con il gruppo di cui
ti parlavo prima avevamo
in progetto
una lista civica, "Rinascita Vegliese", che purtroppo non parteciperà
alla prossima tornata elettorale
per i motivi che sicuramente saprai, e quindi adesso non si potrà tacciarmi di
"propaganda elettorale".
Concludo
con un grazie, Carissimo Nicola, un grazie che estendo a mia madre e a mio
padre, che come te, mi hanno insegnato a non abbassare lo
sguardo se quello che fai lo ritieni giusto...
che
sbagliare è molto più facile di quanto sembra , ma l'importante è trarre
insegnamento e non abbandonarsi
all'idea della sconfitta e dello sconforto...
Non si deve aver paura di sporcarsi la camicia o la cravatta, rimbocchiamoci le
maniche tutti insieme,
l'idea non
è di destra o di sinistra... l'idea
è comune, l'idea non ha colore, l'idea "siamo" noi tutti... troppi
ragazzi, troppa gente non ha le foto
che abbiamo noi nel cassetto, diamo loro l'opportunità di poter dire "io
c'ero..."
Un abbraccio
sincero, Mino Mattia