QUANDO SI PORRA' UN FRENO?

C. Penna  * 24 gennaio 2006 *  Torna indietro - Puoi premere ALT+I e INVIO  Chiudi la pagina web - Puoi premere ALT+X e INVIO (pensieri)* Caratteri grandi-medi-normali * Accessibilità



Sappiamo tutti quello che nella settimana scorsa è successo in qualche scuola che conosciamo... è sulla bocca di tutti!
Al di là di ciò che è realmente accaduto (sarà eventualmente la magistratura a capirlo), quell'episodio, a detta di alcuni genitori e, soprattutto, di alcuni ragazzi, non è che l'apice di altro che sembra sia successo e succeda in quella scuola.
Non so da quanto tempo questo sito, parla di detta scuola. Addirittura su Veglieonline c'è un primo articolo datato 4 giugno 2002!!!

Cosa è cambiato da allora? Non sembra moltissimo, anzi si è arrivati a tutto questo.
Sembra che la scuola, intesa in tutti i sensi, non sia vista con tanta attenzione dalle nostre parti.
Si permette che si imbrattino i muri, che si diveltano i segnali stradali, che si svitino i dossi artificiali, che si buttino giù pezzi del basamento dell'inferriata, che all'uscita ci siano coloro che danno il "loro buon esempio" di nullafacenti, che durante il periodo degli esami davanti alla scuola si assista ai più sfrenati giochi d'acqua ed altro, che durante le lezioni pomeridiane all'esterno si possa gridare e starnazzare quanto si vuole, che durante le lezioni mattutine gruppi di alunni possano gridare fuori dalle finestre quanto vogliono come se le aule fossero sprovviste di docenti, che... quanto occorre ancora continuare?

Ma stiamo parlando dello stesso luogo di educazione e di cultura che è la scuola... o di un altro qualsiasi luogo?
L'attenzione non è posta per niente, la scuola non è protetta come luogo di incontro culturale, sociale, educativo; non si fa capire agli alunni ed agli esterni che ci si trova in un luogo particolare che deve formare anche per la vita.
Se non glielo si fa capire, forse poi succede che non ci credono neanche gli stessi!

Sarebbe ora che la cittadinanza, l'amministrazione, prendesse a cuore le proprie scuole, culle del nostro domani.
Non ci si può cullare sul fatto che non c'è "concorreza" (come invece succede in tante altre città) e quindi, per forza di cose. occorre iscriversi solo in certe scuole!

Al di là di tutto questo, stiamo parlando di minori, di ragazzi che vengono affidati alla scuola, senza discontinuità,  per quelle ore  i genitori devono avere la massima tranquillità e la massima fiducia. La massima  collaborazione da parte delle istituzioni scolastiche che devono ripagare la fiducia espressa dai genitori nell'aver affidato i propri figli.

Si deve fare smpre di più perché non solo non succedano più cose del genere, ma che neanche si pensino cose del genere da parte di alunni che vivono in contesti simili, educativi, culturali e formativi.

Claudio Penna

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