DEMO_CRAZIA

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da: C. Penna, 25 marzo 2003 * "Liberi Pensieri"

 

Esistono dei giochi e dei programmi cosiddetti "Demo": in cosa consistono? Sono dei software "dimostrativi" che le case produttrici mettono in circolazione perché siano conosciuti e, possibilmente, apprezzati; in genere non sono attive tutte le funzioni, oppure possono essere utilizzati sono per un certo periodo di tempo (in genere trenta giorni) o per un numero limitato di giorni dopodiché smettono di funzionare.

Chiaramente non si tratta di programmi completi ma di DEMO di programmi; fanno intravedere cosa può fare il programma, ma questi non hanno tutte quelle funzionalità; danno l'idea della capacità del programma ma questi demo non le hanno tutte attive: sono insomma un surrogato del programma vero e proprio. Chi utilizza un demo o acquista il prodotto completo e funzionante in modo completo oppure getta via il demo inutilizzabile.

La nostra democrazia sembra che abbia delle assonanze con questi demo. Non mi sembra molto casuale la radice "demo". Qui "demo" sta per "dimostrativo"; in democrazia "demo" sta per popolo, ossia di tratterebbe di una forma di governo fondata su una visione ugualitaria dei rapporti sociali e dei diritti civili e politici (distinguendo poi in diretta o indiretta, parlamentare, formale, ecc...). "Demo" sta quindi per "popolo"; democrazia ha a che fare con il popolo.

Ma, sia a livello comunale che a livello nazionale, spesso ci si trova a dover subire, come "popolo" delle scelte che non sono gradite né volute dal popolo.

A livello comunale si tratta per es. del canalone, almeno di quel progetto di canalone sul quale si è già tanto dibattuto. A livello nazionale si tratta della guerra. Tutte le manifestazioni alle quali si è partecipato o si è assistito (dal vivo o in tv) sono un chiaro esempio che la guerra - per i più diversi motivi - non la vogliamo!!! Eppure sembra che dobbiamo subire la guerra e sembra che dobbiamo subire il canalone, fondi permettendo.

Questa nostra democrazia assomiglia molto ai programmi demo, una "prova" dei veri programmi ma che, prima o poi, devono essere sostituiti dai "veri" programmi. 
Anche le nostre guide politiche forse devono sostituire i loro programmi con dei programmi che tengano veramente conto delle esigenze dei loro cittadini.
Claudio Penna