REPLICA AD A. GRECO E G. CAPUTO

A. Simone  * 14 luglio *  Torna indietro - Puoi premere ALT+I e INVIO  Chiudi la pagina web - Puoi premere ALT+X e INVIO (politica)* Caratteri grandi-medi-normali * Accessibilità


Vorrei rispondere a Greco e Caputo con un’unica lettera, perché ritengo che le accuse contenute nel “messaggio ai vegliesi straordinario” (di Greco) e le attese politiche (di Caputo) per le prospettive del centrosinistra vadano trattati unitariamente.
Sia ben chiaro, ognuno è libero di analizzare le vicende politiche amministrative del passato e del futuro come meglio crede, potrà accadere di non trovarsi d’accordo e di prendere strade diverse, di criticarsi aspramente se necessario, ma senza mai scordarsi di due condizioni indispensabili del dialogo politico e non: il rispetto della dignità della persona e della verità.
Il prof. Greco ha ragione ad esaltarsi per la vittoria giudiziaria conseguita, insieme agli altri consiglieri di minoranza, dinanzi al Tar. Ha vinto una battaglia che lui aveva perorato dall’inizio e che oggi obbliga il Sindaco Fai a nominare una componente femminile in giunta, oppure a spiegare alla cittadinanza come mai un paese che conta 6.500 elettrici non ha figure femminili degne di ricoprire l’incarico di assessore. Fossi nei panni del Sindaco non tentennerei più di tanto e darei l’incarico al più presto.
Detto ciò, non capisco perché il prof. Greco si duole se qualcuno gli fa notare una condotta non proprio coerente tra l’appassionata battaglia culturale e giudiziaria di oggi in nome della pari opportunità e la condotta tenuta da sindaco nel 1997 e da consigliere di opposizione alla giunta Carlà nel 2000. Anziché dare una spiegazione politica (se c’è) sulle scelte che portarono alla rottura con Stefania Capoccia, il prof. Greco si trincera dietro cavillose interpretazioni di norme che servono solo a tenere lontano il cuore del problema, che, invece, è prettamente politico.
Nessuno può smentire il fatto, incontestabile, che lo Statuto comunale era già operativo dal 1994 e che dalla seconda amministrazione Greco (1997) la norma che garantiva la presenza d’entrambi i sessi in Giunta è stata sistematicamente ignorata.
Lo Statuto fu approvato nel 1994 non (solo) per volontà del Sindaco Greco ma, come prevede la legge, per volontà del Consiglio Comunale, che lo votò sulla base di una proposta della Prima Commissione Consiliare di cui il sottoscritto era Presidente.
Nelle elezioni del 1997 la consigliera Stefania Capoccia ebbe uno straordinario risultato elettorale personale (non ricordo il numero di preferenze, ma certamente il prof. Greco lo conosce bene), il che fece senz’altro insorgere nell’allora esponente del pds (giacché era anche l’unica donna eletta) la legittima aspettativa a vedersi assegnata una delega assessorile. E’ ovvio, lo dico per inciso a Greco, che non esiste un diritto soggettivo ad essere nominati assessori, ma qualche aspettativa, suvvia…Così non fu. Anzi la consigliera Stefania Capoccia in Consiglio Comunale, con una dichiarazione a dir poco strana, manifestò la sua indisponibilità temporanea fino alla verifica di metà legislatura del giugno 1999 (“Io sottoscritta Stefania Capoccia, eletta Consigliere Comunale nell’elezione del 27 aprile ultimo scorso nella lista “Insieme per Veglie”, in questa prima fase della vita amministrativa non intendo svolgere il ruolo di assessore comunale e di avvalermi dell’art. n. 24 co. 5 dello Statuto Comunale, essendo l’unica donna eletta nel Consiglio, per motivi di carattere strettamente personali. Dichiaro altresì di rendermi disponibile ad una diversa valutazione ove il Sindaco, nel corso del mandato, intendesse avvalersi della mia collaborazione e comunque dichiaro di decidere in merito a quanto stabilito nello statuto comunale al momento di un’eventuale verifica” (dichiarazione resa nella seduta del Consiglio Comunale del 3/5/1997). Fu evidente a tutti, non solo a me, che quella dichiarazione fu concordata, stante la vigenza della norma statutaria, per mettersi al riparo da possibili ricorsi all’autorità giudiziaria. Quale altro senso poteva mai avere? Si sono mai sentiti in consiglio comunale eletti che, in via preventiva, rinunciano ad incarichi di giunta che non gli sono stati conferiti? Di rado accade che qualcuno, nominato assessore, rinunci, ma non che si rinunci a qualcosa che non si è avuto.
Se invece quella dichiarazione della consigliera Capoccia fu sincera, perché l’allora Sindaco Greco non usò le sue prerogative per nominare una donna come assessore esterno, rispettando in tal modo la norma dello statuto? Curioso il commento di A. Greco: “In questa situazione il ricorso all’esterno (pur possibile) sarebbe stato letto come uno schiaffo all’unica donna eletta, la nomina dell’unica eletta pretendente sarebbe stata valutata come un cedimento a “pretese personali”. Immagino che stessa preoccupazione abbia colto il successivo Sindaco Roberto Carlà quando si trovò tra i banchi consiliari della maggioranza Giuliana Greco e poi Doria Mangia e fu costretto a non scegliere nessuna delle due e, si capisce, per non ferirle, neanche un’esterna. Vorrei chiedere a Greco: statuto a parte, forse non era già applicabile la 267/00 e l’art.51 della Costituzione nella sua ultima formulazione?.
Potrebbe spiegarmi, cortesemente, quale differenza rispetto al comportamento tenuto dall’attuale Sindaco Fai al momento della composizione della giunta? Quando ho scritto di “inutili e ipocrite strumentalizzazioni” non mi riferivo solo a Greco, ma a tutti quei consiglieri che nelle passate amministrazioni erano, come dire, distratti, e che ora invece si sono risvegliati ferventi femministi.
Riguardo alle affermazioni di Greco circa presunte mie responsabilità per la mancata elezione di una consigliera donna del mio partito, il PDCI (“con le amministrative del 2005 le donne in Consiglio potevano essere almeno due se non avesse bocciato, con le sue forti resistenze, la proposta di candidare a Sindaco, per DS - Rifondazione Com.- Società Civile e PDCI, una donna del suo stesso partito”) non nascondo che la cosa mi ha lasciato sgomento, stante la volgare falsità della sua dichiarazione.
In realtà i fatti sono andati in maniera diversa, come sanno perfettamente le persone che hanno partecipato alle trattative del suo stesso schieramento e come sanno tutti i compagni del mio partito coinvolti anch’essi, nessuno escluso, in quelle frenetiche giornate. Peraltro io sono convinto che, se ci fosse stata quella candidatura, non di un altro consigliere donna staremmo parlando, ma di un probabile Sindaco. La proposta avanzata da PDS, Rif.Com. e Società Civile fu fatta e subito ritirata in meno di 24 ore, quando il PDCI ( su mio stesso impulso) aveva già deciso di accoglierla (nonostante i più non comprendevano i motivi del veto imposto contro il segretario del PDCI) .
A Giovanni Caputo dico che se i presupposti per costruire un futuro unitario del centrosinistra sono questi residui di spazzatura non andiamo da nessuna parte. In politica ci sono tempi in cui, come giustamente ricordi tu, occorre fare un passo indietro, rinunciare a qualcosa e, magari, ammettere qualche errore. Tutto per raggiungere un obiettivo più alto e importante che è l’unità del centrosinistra.
Io e il mio partito siamo disponibili sin d’ora a convocare un’assise di tutti i partiti del centrosinistra e dei rappresentanti istituzionali che vi si riconoscono. Senza veti e preclusioni nei confronti di chicchessia e con la ferma volontà di fare chiarezza sulle questioni che ci dividono, anche del passato se necessario. Sul punto direi che siamo già d’accordo con il nuovo segretario del tuo partito. Abbiamo di fronte a noi elezioni politiche che saranno fondamentali per il futuro della nazione, sprofondata dalla destra in una gravissima crisi economica. Non possiamo permetterci di perderle a causa di atteggiamenti rancorosi come quelli che si sono verificati nelle ultime amministrative. L’occasione delle politiche potrà servire a stemperare alcune asprezze e a riportare in un unico alveo i diversi rivoli dell’attuale scompaginato centrosinistra vegliese.
E’ il mio auspicio, e assicuro, sarà il mio impegno.
Antonio Simone
Segretario del PDCI Sez. Veglie
 

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