LA rabbia dei licenziata invade palazzo di citta'
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dal QUOTIDIANO, 16 luglio 2003 * Si ringrazia la Caffetteria PAMAS - Precisazione
Protestano gli operai. Poi arriva la cassa integrazione
VEGLIE - Vertenza Panarese a Veglie: la parola passa agli operai. Più che le parole, però, sono state la rabbia e lo sdegno a farla da padrona ieri mattina nel municipio occupato, come preannunciato, dai dodici operai licenziati in seguito alla notifica di esproprio della cava dei fratelli Panarese inoltrata dalla Provincia di Lecce. Motivo: il "passaggio" del ponte che completerà la circonvallazione di Veglie. A far quadrato intorno ai dodici operai però, anche gli altri cinquanta dipendenti della ditta e gli stessi imprenditori uniti in questa battaglia. Ore 8: assembramento nel parco delle Rimembranze a Veglie. Cartelli, tanti, e uno per tutti con la scritta "Circumvallazione boia» giusto per dare l'idea di ciò che cova sotto la cenere. I 60 lavoratori raggiungono il Comune, occupano l'aula consiliare, arrivano le forze dell'ordine, le rappresentanze sindacali, gli amministratori locali. Quarantacinque minuti più tardi l'incontro si scalda, le parole diventano urla, gli animi si accendono. «Bloccare il bando di gara per l'affidamento dell'appalto in attesa di una soluzione equa»: questa la proposta di Luigi Panarese. Una mano dall'amministrazione comunale di Veglie «che ha la forza di avanzare tale richiesta alla Provincia»: è l'ultimatum di Salvatore Zermo della Feneal Uil. Pacato e attento, il sindaco Roberto Carlà propone la convocazione di un Consiglio comunale monotematico per la giornata di domani ma gli operai non vogliono temporeggiare oltre. Bisogna muoversi e allora passano alle minacce. «Cerchiamo l'unione in un'unica strategia»: parla, diplomatico, Carlà, ma la tensione sale alle stelle. Luigi Panarese si allontana contrariato, le maestranze alzano il tiro. Ore 9.20: Roberto Carlà decide di raggiungere a Lecce il prefetto Gianfranco Casilli. Qualcuno si sente male e c'è perfino un operaio che tenta di gettarsi giù dal primo piano del Comune in preda alla disperazione. Sul posto giunge anche il comandante della Compagnia dei carabinieri di Campi, capitano Vito Di Girolamo, allarme rientrato, ma gli amministratori non stanno a guardare ed anzi passano alle denunce e pesanti. «Affronto da assessore ai Lavori pubblici - dice il vicesindaco di Veglie Lorenzo Catamo - il dramma di questi licenziamenti e sopporto il maldestro tentativo della Provincia di rovesciarci addosso ogni responsabilità eppure solo le può modificare un suo progetto». E per rispondere alle parole dell'ex sindaco di Veglie Antonio Greco, il vicesindaco aggiunge: «Non mi sento offeso né come sindaco né come capogruppo di An perché abbiamo approvato un progetto che correva sul rettilineo o svoltava a sinistra mentre poi all'altezza del km. 4 ci siamo trovati davanti ad una piccola ed evidente deviazione a destra che sembra voler deliberatamente andare a finire nella cava che prima veniva evitata. Ci spieghi la Provincia chi, come e quando e perché ha modificato il progetto e quali interessi abbia tutelato. Forse solo così potremo venire a capo dell'imbroglio di cui informerò la Procura della Repubblica alla quale chiedo fin d'ora il sequestro degli elaborati progettuali». Nella tardissima mattinata la novità: in seguito alle richieste avanzate dai rappresentanti sindacali infine, l'imprenditore Luigi Panarese ha accettato la proposta di concedere alle maestranze la cassintegrazione fino alla risoluzione del caso.
Raffaele Romano, segretario
generale della Finlea Cgil, spiega: «Non si può far dipendere la sorte di
15 famiglie da quella circonvallazione: il fatto che Panarese abbia
concesso la cassintegrazione è già un passo in avanti». Per domani, alle
18, è previsto un Consiglio comunale monotematico. |