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IL DOLORE HA VOLTI DIVERSI 12 febbraio 2012 Il mondo della musica è in lutto per la scomparsa della cantante americana Whitney Houston. Lo sgomento coglie tutti coloro che hanno ascoltato la sua splendida voce. Come non ricordarla sul palco di Sanremo nell’86, quando dopo l’esecuzione di “All at once” il pubblico non smetteva più di applaudirla, e lei, eccezionale interprete al culmine del successo, aderiva alla richiesta di un bis da parte del conduttore. Indimenticabile. Il suo passato di modella, la splendida voce, la bravura sul set, l’hanno condotta alla notorietà mondiale, ma pare che tutto ciò non sia bastato a farne una donna felice. Apparentemente aveva avuto tutto, ma forse mancava della linfa vitale chiamata Amore. Secondo la cronaca, pare che Whitney Houston lottasse da tempo per uscire dal tunnel della droga, determinata a vincere prima o poi quella battaglia, perché a 48 anni s’è convinti d’avere ancora tanto tempo davanti. Invece, inesorabile, la morte l’ha sorpresa in un hotel di Beverly Hills. Sono in corso le indagini per chiarire le cause del decesso. Ce le racconteranno, ma cosa potrà cambiare ormai? Lei se n’è andata per sempre. Restano il ricordo e i tanti video che consentiranno di rivederla e sentirla nuovamente cantare. Che riposi in pace. Amen. Amen? Non si può chiudere tutto con un “Amen”. Una breve ed elementare riflessione non può mancare, neppure al più inesperto di sostanze stupefacenti, perché non se ne può più di veder andar via così i migliori talenti. E di assistere ogni giorno al decadimento di tanta promettente gioventù. Maledetto alcool, maledetto spinello e maledette pasticche, che vengono assunti o fumati come innocui dolcetti con la filosofia dell’ “oggi provo, tanto so che “io” domani smetto”, e invece quelle sostanze s’instaurano nel cervello annullando la volontà e quel domani si fa sempre più lontano, mentre, accattivante, si affaccia la droga pesante che porta al baratro. E poi ci vengono a dire: “Permettere soltanto uno spinello?, ma no, concediamone due...” Droga pesante? No, smerciarla no, ma detenerne una, due dosi per uso personale... ma sì, chiudiamo un occhio. E chiudiamoli pure tutti e due... che tristezza! Possono anche depenalizzarla o distribuirla a sacchi la droga, tanto, prima o poi ci pensa lei a presentare il conto, solo che non si sa mai a chi toccherà pagare. Le cronache ce lo ricordano tutti i giorni, facendoci assistere agli avvenimenti più tragici e più ingiusti. E noi, due lacrime e poi...stiamo a guardare. 11 febbraio 2012, Lutto nel mondo del giornalismo: E’ mancato ai suoi cari il giornalista del TG5 Matteo Mastromauro, aveva 42 anni. Il direttore della testata, Clemente Mimun, lo ricorda «per le grandi qualità umane e professionali che ha sempre dimostrato ma soprattutto per il coraggio e la forza con cui ha combattuto fino alla fine il male che ce lo ha portato via». Purtroppo, ha vinto la malattia, quella stessa di cui Matteo Mastromauro aveva personalmente voluto informare lettori ed amici, postando su You Tube un coraggioso video con il percorso completo, dai primi malesseri, alle diverse analisi, alla terribile diagnosi del 15 luglio 2008. Per continuare sulle pesanti terapie, chemio e radio, “una terapia d’urto da stendere un cavallo”, per sconfiggere il male e continuare a vivere e lavorare. Anche qui un “Grand Hotel”, (L’istituto dei Tumori di via Venezian a Milano) ma niente trasgressioni o fughe dalla realtà. Solo dolore e lacrime nel veder dissolversi i sogni e i progetti per il futuro, condivisi con la la moglie Barbara, perchè qui l’Amore c’era. “Per farla breve – dice Matteo Mastromauro alla fine del suo video – quella oncologica è una partita per la vita, una delle poche partite che non ammette pareggio: o si vince o si perde, in palio la vita e io, grazie al Cielo, dopo due anni, sono qui a poterla raccontare.” Generosità, etica e coerenza traspaiono dal suo struggente video. Una capillare informazione da giornalista fatta agli utenti. Un atto di solidarietà umana, da uomo a uomo, affinchè tanti ammalati potessero trarre dalla sua storia il coraggio di guardare avanti, come stava facendo lui, che forse allora credeva d’avercela fatta. Una bella lezione di vita da Matteo Mastromauro il giornalista del TG5 che, purtroppo, ci ha lasciati a solo 42 anni. (Per vedere il video: Youtube Matteo Mastromauro) dania, 14 febbraio 2012 IL DOLORE HA VOLTI DIVERSI dania 14/02/2012 |