Veglieonline.it >>> chiudimi  ***   Stampa questa pagina

NO AD UNA "INDUSTRIA INSALUBRE " A VEGLIE

Un sansificio di grandi dimensione verrà costruito a pochissimi Km dal centro abitato di Veglie e non solo. La realizzazione di un sansificio con una “procedura d’urgenza”, tralasciando quanto previsto dalle norme per la realizzazione di una industria definita “insalubre” e, quindi, senza nessuna attenzione a quella che è la realtà del territorio, è un’idea, un progetto che non può per niente appartenere alla categoria della normalità. Quindi è un’idea, un progetto anomalo, almeno nella sua modalità propositiva e, spero, non lo rimanga anche nella sua fase attuativa.

La realizzazione di un sansificio che dovrà lavorare 130.000 quintali di sansa trifasica al giorno (ma dove la si trova!) è un progetto che va pesato nei suoi minimi particolari, se non si vuol rischiare di innescare una serie di reazioni a catena che distruggeranno in modo definitivo le nostre povere risorse territoriali.

Inoltre, non dobbiamo dimenticare che l’elevato tasso di tumori nel Salento, determinato in particolare dalla emissione di diossina e altri sostanze cancerogene, contenuti nei fumi dei camini delle industrie di Taranto e di Cerano, verrebbe certamente incrementato. Questa ipotesi diventerebbe realtà se non ci sarà una perfetta combustione nelle fornaci, un adeguato filtraggio dei fumi, come previsto dalle norme vigenti ed un controllo puntiglioso ed efficiente dei fumi emessi.

L’esano, poi, solvente necessario per “lavare” la sansa vergine della quantità di olio ancora presente, oltre che altamente infiammabile è anche cancerogeno.

Se non si pone una seria attenzione alla realizzazione di questa industria, sul territorio di Veglie e dei paesi limitrofi ci saranno delle ricadute economiche e salutari disastrose. Riportiamo le distanze in linea d’aria tra “La Casa” e i comuni limitrofi :
- Veglie km 7,90
- Guagnano km 7,20
- Salice Salentino km 6,34
-San Pancrazio Salent. Km 7,44
- Torre Lapillo km 8,70.
Con i due camini alti circa 40 m del sansificio, sarà facile prevedere, in funzione dei venti dominati, dove ricadranno i prodotti di combustione: sono in buona parte terreni coltivati a vigneti che danno il nostro vino DOC o IGT, ad uliveti. Ma immaginiamo un vino DOC, un IGT salentino o un olio extravergine che contiene diossina quale valore avrà sul mercato dopo che la stampa ne avrà data notizia? Vogliamo rischiare quanto è successo con le mozzarelle di bufala in Campania?

E’ bene che i paesi che possono essere interessati dalla ricaduta dei fumi di “un’industria insalubre” prendano coscienza di quanto sta per accadere e fermino la realizzazione di un progetto che potrà arrecare soltanto danni.


NO AD UNA "INDUSTRIA INSALUBRE " A VEGLIE
REDAZIONE
24/07/2008