PRESENTATO AL SINDACO ARTICOLATO DOCUMENTO SULLA OIL SALENTO: CHIESTO IL VOTO DEL CONSIGLIO COMUNALE.
Una mozione è stata inviata la Presidente del Consiglio Comunale e al Sindaco di Veglie con la quale si chiede che il
“Consiglio Comunale, organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo,
impegna il Sindaco
prima della conclusione dell’iter amministrativo della suddetta pratica, a riferire al Consiglio Comunale sulle problematiche del progetto in questione e sullo stato dell’iter amministrativo e, soprattutto, a informare i cittadini e i Sindaci dei paesi limitrofi, con le modalità ritenute più idonee, su quale risposta, prima politica e poi amministrativa, l’Amministrazione intende dare ai problemi, elencati nelle premesse, posti dal progetto presentato dall’OIL SALENTO.”
La mozione avente per oggetto “Le gravi lacune e l’inspiegabile silenzio dell’Amministrazione su un enorme sansificio per produrre e commercializzare olio grezzo e nocciolino di sansa in contrada ‘LA CASA’Veglie” è stato presentato ieri 28 luglio a firma del consigliere prof. Antonio Greco.
Riportiamo di seguito il testo integrale della mozione.
Il sottoscritto Consigliere comunale, dopo aver presentato sullo stesso argomento un’interpellanza il 10 giugno, prot. n. 7643, e dopo essersi dichiarato insoddisfatto della risposta data dal Sindaco, avvalendosi dell’art. 31, co. 5, del Regolamento per il funzionamento per il Consiglio presenta la seguente mozione al fine di ottenere un voto del Consiglio Comunale sul seguente documento motivato:
DIRITTO ALL’INFORMAZIONE
“Il Comune riconosce nell’informazione la condizione essenziale per assicurare la partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa. Cura l’istruzione dei mezzi e strumenti idonei per portare a loro conoscenza programmi, iniziative, decisioni e atti di particolare rilevanza, consentendone l’utilizzazione ai cittadini e alle organizzazioni sociali” (Statuto del Comune di Veglie, art. 5, co.1).
Non vi è alcun dubbio che il rilevantissimo progetto “Ristrutturazione dell’ex pomodorificio de LA CASA per destinarlo a produzione e commercializzazione di oli vegetali e nocciolino di sansa, estrazione di oli vegetali con solventi, deposito di liquidi infiammabili e combustibili”, presentato allo Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune di Veglie nel lontano 14 dicembre 2007 dalla OIL SALENTO s.r.l., ad oggi è passato del tutto sotto silenzio e, per un progetto che interessa il presente e il futuro del territorio, nessuna informazione è stata data ai cittadini vegliesi dalla pubblica Amministrazione. Non è stata fatta nemmeno la pubblicizzazione della domanda dell’OIL SALENTO in applicazione dell’art. 3 del D.P.R. 447/98 e del principio enunciato all’art. 7 della legge 241/90, con le forme di cui all’art. 8 comma 2 e le finalità di cui all’art. 9 della stessa legge (partecipazione procedimentale dei soggetti cui possa derivare un pregiudizio dal provvedimento finale).
DIRITTO ALLA TUTELA DELLA SALUTE E DEL TERRITORIO
“Il Comune opera per la tutela della salute, fondamentale diritto del cittadino ed interesse della comunità locale (…). Tutela e valorizza, promuovendo e sostenendo anche la partecipazione di soggetti pubblici e privati, le risorse ambientali, culturali, storiche (…) del territorio comunale” (Statuto del Comune di Veglie, art. 4, co.4 e 5).
Un progetto, che prevede la ristrutturazione di 15 fabbricati (su un lotto di circa 8 ettari destinati agli inizi degli anni ‘80 a trasformare pomodori) per “rifiuti destinati a riciclo”, non può essere approvato senza almeno uno studio di impatto ambientale. Dalla documentazione allegata al progetto non si riesce a capire come inciderà sulla salute dei cittadini di Veglie e dei paesi limitrofi, sulle risorse ambientali (paesaggio, falda, vigneto, oliveto…), culturali, storiche ed economiche (masserie, agriturismo…) del feudo e di tutto il Nord Salento.
DIRITTO ALLA PREVENZIONE ED ELIMINAZIONE DEI FATTORI D’INQUINAMENTO
“Il Comune promuove e tutela l’equilibrato assetto del territorio e concorre, insieme ad altre istituzioni nazionali ed internazionali, alla riduzione dell’inquinamento assicurando, nell’ambito di un uso sostenibile delle risorse, i diritti e le necessità delle persone di oggi e delle generazioni future” ; (…) opera in difesa del suolo, per la prevenzione ed eliminazione dei fattori di inquinamento, nella salvaguardia delle attività produttive del territorio” (Statuto del Comune di Veglie, art. 4, co. 9 e 11).
Il progetto, inserito nell’elenco delle industrie insalubri, presenta punti di criticità per le immissioni di fumi in atmosfera, per le emissioni odorigene, per la gestione delle acque meteoriche, per l’emungimento dalla falda, per la sicurezza. I cittadini non possono non sapere.
DIRITTO ALLA TRASPARENZA
“Il Comune di Veglie valorizza la funzione ed il ruolo del cittadino, assicura trasparenza, efficacia ed imparzialità all’azione amministrativa, promuove la partecipazione dei cittadini singoli ed associati (…) ” (Statuto del Comune di Veglie, art. 1, co.4).
Nella Relazione tecnica allegata al progetto (all. 1) si legge: “Nella redazione della presente relazione si fa riferimento agli elaborati grafici allegati, nonché alle disposizioni di Legge vigenti in materia”, senza dire, però quali sono.
Escludendo l’utilizzazione agronomica, la creazione di compost o il recupero energetico dalla sansa umida (il progetto intende produrre e commercializzare olio vegetale e nocciolino di sansa, con essiccazione di sansa ed estrazione di oli vegetali con solventi), la disciplina in materia fa riferimento al d.lgs. 152/2006 nella parte che disciplina i rifiuti e alla L.R. n. 7/99 nel testo attualmente vigente, in particolare all’art. 5 bis della legge regionale (“Gli interventi disposti e autorizzati ai sensi della presente legge devono essere realizzati in conformità all’art. 269, comma 3, del d.lgs.152/2006, anche in riferimento alle procedure di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 380/2001” ). La Corte di Cassazione, eliminando qualsiasi incertezza a riguardo, ha considerato la lavorazione della sansa esausta soggetta alla disciplina dei rifiuti (“Necessitando il riutilizzo della sansa una trasformazione preliminare si deve escludere che la stessa possa rientrare nel concetto di sottoprodotto sia alla luce della nozione individuata dalla Corte di Giustizia Europea nella vigenza della pregressa normativa, sia anche in relazione al D.Lgs. n. 152 del 2006 che, oltre ad aver abrogato la L. n. 138 del 2002, art. 14, nel fornire all’art. 183, lettera n) (lettera p) nel testo attualmente vigente, ndr) la nozione di sottoprodotto, ribadisce la necessità che per l’impiego non si rendono necessarie operazioni preliminari ed, inoltre, che l’utilizzazione del sottoprodotto debba essere certa e non eventuale” – Cassazione penale, sez. 3, sentenza n. 13754/2007).
Appare evidente che l’applicazione delle suddette norme comporta numerose conseguenze in netto contrasto con quanto finora è emerso dagli atti dell’iter istruttorio. Solo a mo’ d’esempio: perché non è stata chiesta una variante urbanistica della zona? Perché sono stati avviati lavori esterni ai fabbricati, per i quali non è sufficiente la D.I.A., senza alcuna autorizzazione? Sono stati verbalizzati questi abusi edilizi e in quale forma e con quali atti? Per l’espianto di 40 ulivi, presenti nella tavola 1.2. (stato di fatto) sia del progetto presentato il 14.12.2007 e sia di quello del 21.3.2008, è stata fatta denuncia all’autorità competente? Perché, al di là di chi ha espiantato 40 alberi di ulivo, a causa della modifica dello stato dei luoghi, non è stata richiesta autorizzazione ambientale paesaggistica essendo la zona classificata “C” dal PUTT/p? Si potrebbe continuare a puntate…
Infine, l’Amministrazione e i cittadini non devono sapere se 13.000/q al giorno di sansa proverranno dalla Provincia, dalla Puglia, dall’Italia, dall’Europa…, e se la realizzazione del progetto è finanziato e/o cofinanziato con fondi pubblici?
Per questi motivi
Il Consiglio Comunale, organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo,
impegna il Sindaco
prima della conclusione dell’iter amministrativo della suddetta pratica, a riferire al Consiglio Comunale sulle problematiche del progetto in questione e sullo stato dell’iter amministrativo e, soprattutto, a informare i cittadini e i Sindaci dei paesi limitrofi, con le modalità ritenute più idonee, su quale risposta, prima politica e poi amministrativa, l’Amministrazione intende dare ai problemi, elencati nelle premesse, posti dal progetto presentato dall’OIL SALENTO.
Veglie 28.7.2008
PRESENTATO AL SINDACO ARTICOLATO DOCUMENTO SULLA OIL SALENTO: CHIESTO IL VOTO DEL CONSIGLIO COMUNALE.
la redazione
29/07/2008
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