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I cittadini si mobilitano: «No al sansificio, è pericoloso»
"No ad una industria insalubre nel territorio di Veglie". Questo il grido d'allarme che parte da alcuni cittadini della comunità nord-salentina. Oggetto delle vibrate proteste la realizzazione di un sansificio di grandi dimensioni che potrebbe essere costruito a pochi chilometri dal centro abitato di Veglie. In prima linea a manifestare il dissenso, i lettori del blog locale di informazione Veglieonline.it, che con diversi interventi e note dei suoi lettori ha di fatto iniziato la battaglia ambientale. «La realizzazione di un sansificio con "procedura d'urgenza" che pone poca attenzione a quella che è la realtà del territorio, è un'idea progetto che non può per niente appartenere alla categoria della normalità. Si tratta di un progetto quantomeno anomalo - è scritto in diversi interventi - almeno nelle sue modalità propositive». Specificatamente si tratta di un insediamento industriale che a regime sarà capace di lavorare circa 13 mila quintali (correzione della redazione) di sansa trifasica al giorno con l'utilizzo di esano, solvente necessario per "lavare" proprio la sansa vergine dalle quantità di olio ancora presente. A preoccupare i vegliesi è proprio l'esano, solvente che oltre ad essere altamente infiammabile è anche cancerogeno. «È un progetto che va pesato nei suoi minimi particolari - continuano i richiami sul blog - se non si vuoi rischiare di innescare una serie di reazioni a catena che distruggeranno in modo definitivo le nostre povere risorse territoriali. Non dobbiamo dimenticare che l'elevato tasso di tumori nel Nord Salento e determinato in particolare dalla emissione di diossina e altri sostanze contenute nei fumi dei camini delle industrie di Tarante e di Cerano, a cui il sansiffcio di Veglie potrebbe sommarsi delineando una situazione ambientale già al limite». Diversi i comuni interessati all'insediamento: Veglie, Guagnano, Salice Salentino, San Pancrazio Salentino e Torre Lapillo. «Con due camini alti circa 40 metri -concludono - sarà facile prevedere, in funzione dei venti dominati, che i i prodotti di combustione potranno ricadere in buona parte sui terreni coltivati a vigneti o sui tanti uliveti». Francesco de Pacalis QUOTIDIANO DI LECCE-"No ad una industria insalubre nel territorio di Veglie". QUOTIDIANO 4/8/08 6/08/2008 |