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LE CENTRALI A BIOMASSE SONO SICURE
Di Luigi DE BELLIS

Recenti articoli apparsi sulla stampa locale suggeriscono che le centrali a biomassa saranno responsabili di un aumento di incidenza della mortalità da tumori; ben vengano infatti concerti a tutela dell’ambiente e della salute ma non cambiano la realtà facendo credere che centrali a biomassa possano produrre diossina, ossidi di azoto e zolfo come impianti che bruciano fonti fossili (carbone, petrolio e derivati). Nell’ambito dello scenario energetico internazionale, l’utilizzo delle biomasse è un tema di fondamentale importanza sia per la necessità di rispettare gli obiettivi di emissione di CO2 previsti dal Protocollo di Kyoto, sia per il soddisfacimento del crescente fabbisogno energetico senza un ulteriore uso di combustibili fossili altamente inquinanti.
Il punto “centrale” è che le Centrali a biomasse hanno lo scopo di ridurre l’utilizzo di fonti fossili (altamente inquinanti) o di impedire un aumento dell’utilizzo delle fonti fossili all’aumentare delle richieste energetiche; questo è automatico in quanto la rete elettrica è obbligata ad acquisire tutta l’energia elettrica prodotta da Centrali a biomasse (energia verde), ovvero a consumi elettrici costanti diventa necessaria una riduzione di potenza delle centrali che utilizzano fonti fossili. In aggiunta è opportuno ricordare che le centrali a biomasse utilizzano fonti rinnovabili (la materia organica o l’olio vegetale vengono prodotti ogni anno) e sono a basso (di gran lunga minore) impatto ambientale rispetto a centrali a combustione di fonti fossili (carbone e petrolio) non contenendo, es. l’olio vegetale, ne metalli pesanti, ne zolfo, ne azoto neppure possono essere fonte di diossina.
Inoltre le centrali a biomasse non sono minimamente messe in discussione da Organizzazioni Internazionali o dalla comunità scientifica internazionale in quanto all’inquinamento che potrebbero provocare o al possibile rischio di tumori (in molti altri paesi anche i verdi sono favorevoli alle centrali a biomasse) ma destano alcune perplessità a causa dell’aumento di prezzo delle materie prime (poi utilizzate nelle centrali a biomasse) che hanno anche un uso alimentare. Ne consegue che lo sviluppo di Centrali a biomasse non aggraveranno il disastro ambientale ma forniranno invece un contributo, insieme allo sviluppo dell’energia eolica e dell’energia solare (anch’esse non prove di problemi) alla riduzione dell’inquinamento attraverso un minor utilizzo della combustione di carbone e petrolio.
Per correttezza occorre sottolineare l’enorme eterogeneità di ciò che definiamo con il termine “biomasse”, dall’olio vegetale ai residui di potature, dai reflui zootecnici alla parte organica “biodegradabile” dei rifiuti industriali ed urbani, tutte il prodotto diretto o indiretto dell’attività di organismi foto sintetici (essenzialmente vegetali); l’utilizzo delle biomasse citate per la produzione di energia, cosa ben poco sfruttata in Italia, è in grado di generare: un contributo al rispetto della riduzione della produzione di CO2; il non utilizzo di fonti fossili per la produzione di maggiori quantità di energia o per la sostituzione di fonti fossili; una minore produzione di inquinanti dalla combustione; lo sviluppo di nuove filiere economiche per il mondo agricolo; l’utilizzo sottoprodotti e/o scarti di lavorazione; la diffusione di impianti di piccola media taglia (filiera corta); la valorizzazione dei rifiuti.
Al contempo è opportuno che i politici e gli Enti preposti svolgano c o r r e t t a m e n t e i loro compiti di indirizzo e controllo realizzando: una programmazione della distribuzione e dimensionamento delle centrali a biomassa sul territorio; evitino la possibile concentrazione di fonti inquinanti; prevengano lo sfruttamento eccessivo di fonti locali; vigilino sulle attività delle centrali con un controllo imparziale delle emissioni. In conclusione non sono certo le centrali a biomasse a costituire un rischio per la salute, lo sono invece alcuni impianti già in funzione, mentre lo sviluppo delle centrali a biomasse non costituiscono altro che una opportunità di salvaguardia ambientale ed una enorme risorsa economica.

Università del Salento,

Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche ed Ambientali


LE CENTRALI A BIOMASSE SONO SICURE
Di Luigi DE BELLIS - dal Nuovo Quotidiano di Lecce.
Prof. De Bellis
2/09/2008