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Gazzetta del Mezzogiorno 10/09/08 L'AZIENDA DICE PRONTA A LAVORARE CON SOSTANZE NON INQUINANTI
«Nocciolino, non olio» arriva il passo indietro
Ma i sindaci non ci stanno
Le proposte della Oil Salento ieri al vaglio dei Comuni, ma l'opificio continua a non piacere

VEGLIE. La Oil Salento è pronta a modificare il proprio progetto. Produrrà nocciolíno di sansa e non olio di sansa che comporterebbe la lavorazione con esano sostanza inquinante. Queste le ipotesi avanzate dall'azienda durante l'incontro in Provincia, passate al vaglio dei tecnici provinciali e comunicate ieri ai primi cittadini del comprensorio, contrari all'avvio del sansificio.
Sulla questione, dunque, si aprono due strade: quella intrapresa dalla Provincia, che si sta adoperando affinché l'impianto possa avere una capacità inquinante inferiore, e quella percorsa dai sindaci dei comuni limitrofi che confermano il loro ricorso al Tribunale amministrativo regionale affinché venga dichiarata l'illegittimità del provvedimento che ha dato il via libera all'impresa. Tra l'una e l'altra strada, al centro, ci sono gli animi infuocati dei cittadini, delle associazioni e degli imprenditori agricoli, che gridano un secco "no" alla realizzazione di un impianto insalubre nella cittadina, soprattutto all'interno del Parco del Negroamaro, dove nascono vino e olio Doc. «Attraverso i finanziamenti dati alle nostre aziende - dice Antonio Costantiní, presidente dell'associazione "Salento Terra d'Arneo"- sono stati proprio gli organismi provinciali e regionali ad incoraggiarci per far crescere la filiera dell'agro-alimentare e del turismo sostenibile in quest'area. Oggi non possono abbandonarci dando il via libera, all'interno del Parco, ad un impianto inquinante. A causa dell'attivazione dell'opificio - conclude - molti di noi saranno costretti a chiudere e i nostri lavoratori si ritroveranno disoccupati». Tante le preoccupazioni per i fumi, le polveri, i gas e i vapori dell'opificio sull'intero territorio.
Come si evince dal progetto, la Oil, con la lavorazione di 13 mila quintali sansa vergine trifasica giornalieri, produrrebbe una gran quantità di prodotti finiti 3 mila e 200 , quintali di nocciolino di sansa e 520 quintali di olio grezzo al giorno, anche se quest'ultimo pare, non verrebbe più prodotto. «Senza sapere - dice l'intera minoranza - quale sia la destinazione ultima delle sanse nel progetto, in quanto,all’interno dello stesso, non è dato ricavare riferimenti normativi». Intanto, la Federazione provinciale di Lecce di Rifondazione Comunista, dopo la riunione di ieri del coordinamento dei Circoli del Nord-Salento e del Sud-Brindisino, con la presenza del gruppo consiliare provinciale del partito e del consigliere regionale Piero Manni, ribadisce l'assoluta contrarietà al progetto, rimanendo fermi sulle posizioni espresse dall'Assesso regionale all'Urbanistica Barbanente, «giudicando illegittimo l'iter procedurale del progetto» Katia Manca


L'AZIENDA DICE PRONTA A LAVORARE CON SOSTANZE NON INQUINANTI
«Nocciolino, non olio» arriva il passo indietro
Ma i sindaci non ci stanno

KATIA MANCA GdM
10/09/2008