DOPO 15 ANNI LASCIO IL GAL... del prof. Antonio Greco
SINTESI RELAZIONE CONCLUSIVA
Non è facile sintetizzare in 10 minuti una esperienza, che per me dura da 15 anni. Ci provo.
Tralascio i numeri, affido agli interventi successivi i tanti progetti finanziati. Mi soffermo sul quadro di idee e sul progetto unitario che li sorregge. Non è stato “un fare” senza una filosofia, senza una visione d’insieme dello sviluppo dell’area.
L’Arneo
Nel 1994 quando avviammo il progetto Leader il primo nome del Gal fu: “Nord-ovest Salento”.
Erano coinvolti sei comuni: Veglie, Salice, Campi, Porto Cesareo, Guagnano ed Arnesano. Dopo qualche mese anche Leverano. Insistemmo molto per l’adesione di Nardò ma non fu possibile per motivi politici.
Non era l’Arneo, senza Nardò.
Nel 2000, a progetto Leader II già avviato, aderì Nardò al consorzio dei Comuni. Fu facile modificare la denominazione in Terra d’Arneo. Vincemmo qualche resistenza per non buona nomea del consorzio di Bonifica di Terra d’Arneo, sinonimo di balzelli inutili, ingiustamente.
L’Arneo: 42 mila ettari (28 mila nella provincia di Lecce) – Fino agli anni ’50 latifondo di proprietà dei Tamborrino.
Il Leader+ ha potuto inserire solo un parte di questo vasto territorio: Nardò, Veglie, Salice, Guagnano e PortoCesareo.
Con il prossimo Leader, finalmente, l’area dell’Arneo salentino rientra tutta nella nuova programmazione: ai cinque comuni si aggiungono Copertino, Leverano, Carmiano e Campi.
L’area è stata studiata e conosciuta nella sua identità: in 10 anni 20 pubblicazioni, 5 tesi di laurea, un film-documentario, una mostra sulle lotte dell’Arneo, un sito web.
Mancano ancora molti aspetti di conoscenza (storici, sociali, letterari, artistici…(Bodini, Salvatore Paolo e Ercole Pignatelli…)
Le due anime dell’Arneo: il mare e la terra sono ricchissime di beni naturali:
2 parchi naturali (Porto Selvaggio e Parco marino di Porto Cesareo-Nardò), 6 aree Sic, brandelli di macchia Mediterranea (Veglie e all’interno della Pista); è ricca di rilevanti beni architettonici: masserie, ville liberty, case coloniche; la sua storia culturale ruota prevalentemente intorno ad una cultura agricola contadina.
E’ una terra carica di problemi e dall’identità incerta:
- l’abusivismo edilizio, la marginalità rispetto al resto della penisola salentino, la frantumazione istituzionale, la nuova colonizzazione energetica. I pericoli: mega-impianti energetici, il nucleare, il dissalatore….
Molto rimane ancora da fare per dare coscienza identitaria a questa terra e farla conoscere meglio anche ai salentini, in Italia e all’estero. Con il Leader abbiamo fatto un tentativo ma non basta.
(…)
Le idee chiave del nostro programma (si conoscono poco ma fortemente ispiratrici) del Piano di sviluppo locale di Terra d’Arneo, anche in prospettiva futura, sono:
1. Lo sviluppo locale basato solo sulla capacità di mettere insieme tradizione e innovazione
E’ risaputo che il mondo rurale e contadino è molto conservatore. Ma è anche risaputo che la conservazione senza evoluzione è morte e che la evoluzione senza conservazione è follia. Il Leader è stato pensato per sconfiggere la morte e la follia nello sviluppo del mondo rurale.
Ci siamo riusciti? Sì, penso proprio di sì. E’ l’esperienza più innovativa dell’area. Penso al turismo rurale: 150 posti letto senza cementificare, utilizzando le risorse esistenti. Ancora tanti piccoli laboratori per la valorizzazione del cultivar minore e dell’artigianato locale. Tutti i nostri beneficiari sono dei piccoli laboratori innovativi.
Il limite attuale di questa innovazione è che è stata un’esperienza pilota non ancora diffusa.
(…)
2. Il legame tra i diversi aspetti dell’economia rurale
Abbiamo molto utilizzato l’acronimo di Leader: il legame tra diversi aspetti dell’economia rurale: insieme agricoltura, artigianato, beni naturali, beni culturali, turismo.
Il fiore all’occhiello di questa esperienza sono state le reti: quella dell’artigianato e quella del turismo rurale con il tentativo di collegarle tra di loro.
(…)
3. Il locale e il globale
Il Leader ha affrontato per l’economia rurale anche i due aspetti della medesima follia dell’attuale crisi economica e le due configurazioni estreme del sistema economico attuale: l’isolamento in una identità chiusa e senza alcuna contaminazione culturale e, all’opposto, la distruzione delle diversità biologiche e culturali, l’omologazione e la globalizzazione.
I progetti dell’asse due del Leader sono la risposta ad una presa di coscienza di questa difficile problematica: il localismo da una parte e la crisi dei mercati internazionali dall’altra. Il progetto dei Piccoli comuni, che ha messo insieme sette Gal (5 della Basilicata e 2 del Salento), seguito dal consigliere Cosimo Caputo, è ben riuscito. Altrettanto dicasi per il progetto Eurovillage, seguito da Arcangelo Fina. Ringrazio entrambi. La stessa cosa per il progetto Leader Med, che ci ha visti partner della Siria, progetto seguito dal consigliere Pinuccio Giuri. Progetto in progress i cui risultati conosceremo in futuro.
Sono in programma sei-sette progetti per il nuovo asse due: eviteremo meno improvvisazione e più organicità nel rapporto tra asse uno e asse due.
(...)
Le conclusioni
L’esperienza del Leader non è stata un’esperienza-isola dal resto dei problemi locali e mondiali. E’ mia, e non solo, convinzione, che la tragedia dell’oggi non è economica ma filosofica. Abbiamo scritto che non esistono pensieri unici e ricette univoche per lo sviluppo locale. E’ vero. Ma esistono indirizzi e orizzonti ineludibili. Basta con un modello di sviluppo basato sul primato dell’industria, sulla quantità e consumo avido dei prodotti della terra. Basta con la ricchezza prodotta da processi finanziari e non dal lavoro. E’ ora di tornare all’essenza, alla verità dei bisogni. Sta per arrivare la fame, la fame del nutrimento giusto. Ma sta per venire il rifiuto dei veleni e dello spreco. Allora il figliol prodigo tornerà alla casa del padre, riscoprirà la Terra Madre e inizierà la resistenza contro l’impero del saccheggio della natura. Ci sveglieremo quando capiremo che dietro la nostra fame c’è una tremenda nostalgia di qualità.
L’attuale impero economico globale, come Roma, crolla ma continua a comandare. E allora si resiste costruendo nuove pievi, nuclei di solidarietà basati non sull’utilità o il piacere, ma sul buono e sul giusto. Il ritorno alla terra, il ritorno dei contadini: da qui inizia il nuovo umanesimo. Il Leader per come l’abbiamo vissuto noi è stata una forma di resistenza, senza scontri frontali e senza guerriglia, contro nemici invisibili. I contadini di Terra d’Arneo di ’50 anni fa conoscevano i latifondisti e potevano scontrarsi con essi. Con quelli di oggi non è possibile scontrarsi. Non sono persone, sono fantasmi. Se attuato nel suo vero spirito, anche il prossimo Leader, non può non essere una forma di resistenza.
Dopo 15 anni lascio il Gal Terra d’Arneo, un Gal ancora adolescente, con le prospettive e le turbolenze dell’adolescenza, ma con forti e robuste radici.
Cinque anni fa, all’inizio del Leader+ mi fu regalata una piantina di un fragno, pianta da noi rara, prodotta da un nostro beneficiario. L’ho piantata nel mio giardino, in una situazione difficile per il clima, per la concorrenza di tante radici e per mancanza di spazio. E’ cresciuta, lentamente, ed ora è quasi di tre metri. E’ una pianta che cresce senza fiorire e senza apparire. Come il Leader di Terra d’Arneo.
Invece, per il futuro, sono sicuro: anche il fragno-Leader Terra d’Arneo fiorirà.
Grazie a tutti.
Antonio Greco
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