A proposito di Largo S. Vito.

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di: Nicola Gennachi, 04 dicembre 2001 * "Liberi pensieri"

Senza voler fare nessun cenno ad aspetti marginali inerenti la sistemazione di Largo S. Vito, giusto per non cadere nella sterile polemica e perdere quello che è l’obbiettivo reale, cioè una critica costruttiva, tengo  a precisare quanto segue:

La presenza di “quel cubo”, sistemato nella parte più alta della piazza, è un autentico sbarramento visivo.

E’ vero che  rispetta le forme del nostro salento e quindi è un continuum con ciò che lo circonda,  ma la discrezione, caratteristica dei cubi del nostro salento, è un attributo che non gli compete. Questo lo rende molto dissimile, anzi antitetico, almeno nella funzione estetico-decorativa, dalle abitazioni che lo circondano.

Da qualunque parte io occupi la spazio circostante questo largo mi è letteralmente  e ripeto in modo letterale, impedita la visione integrale degli altri cubi che circondano la piazza: è nevrotizzante un simile rapporto con l’ambiente. Basti questo per dire che: quel cubo è soltanto inopportuno al centro della piazza, lo ripeto inopportuno.

Se qualcosa di poco opportuno, secondo la mia modesta logica e il mio gusto del bello, è stato realizzato, qualche modifica è necessario che venga fatta. Se nessuno, per un motivo o per l’altro, si trova nelle condizioni di poter migliorare la situazione, ebbene ci teniamo il cubo con le dovute deduzioni e giudizi storici che il tempo darà.

Questo è il vero problema.