Veglie è chiamato in causa
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da: Claudio Penna, 15 gennaio 2002 * "Politica"
Il senso civico invita ad una riflessione su quanto sta accadendo a Veglie in questi giorni. Una bufera si è abbattuta su Veglie... ma sembra che a quasi nessuno interessi più di tanto. Veglie è stato subissato di manifesti, sembra l'anteprima del Carnevale, con i suoi multicolori. La cittadinanza di Veglie è stata messa a conoscenza di alcuni avvenimenti; tutti i cittadini sono stati chiamati in causa: è questo - immagino - il senso di tutti i manifesti affissi e dei vari articoli apparsi sui quotidiani. E' successo mesi fa con il "caso Paladini"; sta succedendo in questi giorni con diversi "casi": Fai e Aprile lasciano il gruppo "Insieme per Veglie"; Sabato viene destituito dalla carica di vicesindaco e dei vari assessorati; Spagnolo dà le dimissioni della sua carica di assessore ai servizi sociali, opposizione e R.C. chiedono con urgenza le dimissioni del sindaco Carlà, il quale - a sua volta - chiede chiarimenti a Spagnolo e «...ritenute sussistenti circostanze e condizioni, gli è doveroso provvedere come prescritto dalla legge ed in ogni opportuna sede, nella ovvia convinzione che ognuno dovrà assumere le proprie responsabilità in ordine ad eventuali affermazioni diffamanti che non dovessero trovare riscontro nella realtà dei fatti». Insomma in pochi giorni si è abbattuto un putiferio sulla vita politica di Veglie senza che ci sia stata una certa reazione. La stessa opposizione dà l'impressione di essere alla finestra e di stare a guardare l'evolversi della situazione. Io - come tutta la cittadinanza - mi sento chiamato in causa da tutto ciò. Quello che mi risulta molto strano, sia adesso sia all'epoca dell'assessore Paladini, è il tono ed il contenuto dei manifesti affissi. Si tenta di dire qualcosa ai cittadini; si provocano i cittadini su alcuni temi. In pratica si dice e non si dice; si lancia e si nasconde la mano, ci si spoglia ma lasciandosi addosso un velo abbastanza consistente. Paladini affermava nel suo manifesto: «Nel momento in cui sono stato sollecitato ad assumere atteggiamenti, o compiere atti, contrari agli impegni assunti [...].sono stato costretto a prendere le distanze da quegli uomini che mi spingevano a venir meno agli impegni assunti con gli elettori, fino al punto da dover dichiarare la mia autonomia da chi, impadronitosi di circoli politici, pretendeva di manovrare la mia volontà e di guidarmi in situazioni contrarie alla mia educazione» [...] «E' strano, e questo deve far riflettere tutti, che nella lotta alla mia persona si vedano unite forze politiche di opposte posizioni, nel chiedere le dimissioni, al solo scopo di poter avere campo libero?»[...] «Fedele agli impegni assunti con i miei elettori e nell'esclusivo interesse dei cittadini di Veglie, rimarrò nel Consiglio Comunale avendo come unico obiettivo l'attuazione del programma elettorale, approvato dal consenso degli elettori, nella speranza che chi di dovere intervenga per difendere chi vuole amministrare la cosa pubblica con trasparenza ed onestà». Spagnolo afferma:
«Eppure credevo di avere a che fare con persone adulte, che sapessero
che differenza c'è tra la verità e la menzogna, tra la lealtà e
la scorrettezza, tra la fiducia e la diffidenza.» [...] «Una
parola data non si può tirare indietro è come una promessa: se non la
si mantiene, viene meno ogni credibilità e ritegno. Mi sembra che non sia di poco conto tutto ciò. Forse aveva ragione chi scrisse tempo fa di lasciare in pace i muri e Veglieonline dalla politica. Ma già allora dicevo che questo non era giusto e adesso lo ribadisco più che mai. Quello che invece è importante dire a tutti questi signorotti della politica è di lasciare in pace la cittadinanza o di coinvolgerla seriamente. Non è giusto dire e non dire, accusare velatamente ma senza esporsi troppo; far capire alla cittadinanza che c'è disonestà nell'amministrazione ma nello stesso tempo tirarsi indietro. Chi ha qualcosa da dire lo dica chiaramente a tutti; se qualcuno è effettivamente disonesto e va messo fuori dall'amministrazione cittadina lo si dica con chiarezza, chiunque esso sia. Diversamente smettiamola di dire e di non dire, di "mettere pulci nelle orecchie", di creare confusione nelle persone o possibili fraintendimenti. Occorre essere uomini
fino in fondo. Non è sufficiente uscirsene, occorre - sempre se si è
nella ragione ed è veritiero ciò che si dice - essere chiari ed
assumersi fino in fondo le proprie responsabilità; altrimenti finiamola
di riempire i muri di Veglie con dei lunghi manifesti. Il Sindaco Carlà,
giustamente, afferma che "ognuno dovrà assumere le
proprie responsabilità in ordine ad eventuali affermazioni diffamanti
che non dovessero trovare riscontro nella realtà dei fatti".
Se i fatti ci sono diciamoceli chiari chiari, diversamente
smettiamola e facciamo in modo che l'Amministrazione, nel bene comune e
nel suo dovere verso i cittadini, proceda nel suo compito ed in ciò per
cui la cittadinanza, con i suoi voti di maggioranza, l'ha scelta. |