MONUMENTO AL MILITE IGNOTO

F. Vetrano  * 28 giugno 2005 *  Torna indietro - Puoi premere ALT+I e INVIO  Chiudi la pagina web - Puoi premere ALT+X e INVIO (cultura)* Caratteri grandi-medi-normali * Accessibilità


Ai due articoli del 18 e 19 giugno 2005, pubblicati su veglieonline.it, (primo e secondo firmatario, ndr.), ne va aggiunto un altro da me realizzato, pubblicato su Controvoci di Giugno 2005, sicuramente non letto da parte dei due firmatari degli articoli, in cui dà informazioni dell’opera, ed è correlato da una foto, similare a quelle pubblicate in questi articoli, con a fianco una didascalia:

L’urlo del milite ignoto
e ignoto rimarrà il suo urlo…
Ucciso due volte dalla Storia.

Purtroppo ci rimane solo il ricordo del suo urlo, in quanto la nostra carissima comunità non è riuscita a salvaguardare questa opera d’arte realizzata dal maestro Valeriano Tondo, rappresentante il sacrificio del milite ignoto, situata in via Damiano Chiesa, poiché distrutta.

Qui, in effetti, veniva rappresentata una costante della storia, una catastrofe umana, analoga a tante altre che ancora oggi avvengono in tanti altri paesi; quella della guerra, in cui sono rimaste vittime tante persone che non hanno avuto mai un nome, che hanno lottato per dare a noi la libertà e che a loro non è rimasto nulla, nemmeno la memoria.

Questa descrizione si può utilizzare metaforicamente anche per nostra scultura: rappresenta una costante della storia, una catastrofe umana, analoga a tante altre, che ancora avvengono oggi nel nostro paese, quella della distruzione delle opere d’arte.

Paradossalmente alle figure rappresentate, sembra che gli sia toccata la medesima sorte in due momenti storici differenti. In effetti, il gesto spontaneo di una figura, quello di ripararsi tra le braccia di un’altra, prima di essere annientate, risulta essere ripetuto nel tempo, prima, per difendersi dalla catastrofe che si stava abbattendo su di loro, ora da quella della ruspa.

Il grido, ormai non più figurativo, rappresentato dalla scultura, rimane il grido, non del milite ignoto, ma dell’anima. La sua immagine, continuerà ad urlare per la sua uccisione avvenuta in guerra, continuerà ad urlare per la distruzione del suo monumento fisico, continuerà ad urlare per la distruzione della sua memoria storica, continuerà ad urlare per la comunità in quanto gli viene negata la conoscenza della storia non potendo fare tesoro di ciò che ne scaturisce culturalmente dal simbolo del sacrificio del milite ignoto, passando anche attraverso le sensazioni e le emozioni create dall’arte.
Flavio Vetrano

 

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